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Giovedì 10 marzo 2016 - 11:08

Donne,Boldrini: oggi è una festa ma strada parità ancora lunga

Donne che non si battono più complici,alle migranti nostri diritti
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Roma, 10 mar. (askanews) – “Il 10 marzo del 1946 la donna in Italia diventava anche soggetto politico attivo,smettendo di essere solo moglie e madre. Fu una festa allora e deve esserlo oggi. Noi dobbiamo festeggiare questi 70 anni di storia: oggi è una bella giornata. Ma bisogna essere anche guardinghe dai rischi di arretramento. Di strada ne abbiamo fatta tanta. Passi avanti in questi anni a tutela diritti donne ne sono stati fatti tanti. D’altra parte partivamo svantaggiate. Ma il percorso in Italia è ancora lungo. Siamo uno dei paesi avanzati dove le donne lavorano meno. Se il nostro Paese non capisce che se vuole rialzare testa deve investire sulle donne significa che è ancora indietro e che i pregiudizi contro le donne ci sono ancora”. Lo ha affermato la presidente della Camera Laura Boldrini, nel corso della trasmissione dedicata da Rainews24 alla giornata per i 70 anni dal diritto di voto alle donne italiane.

“E’ inaccettabile – ha detto fra l’altro Boldrini- che le statistiche dicano ancora che da noi le maggioranza delle donne sono ancora al bivo dopo la laurea fra lavoro e famiglie. Le donne non possono delegare ad altre la loro partecipazione. E se per quieto vivere lo fanno sono complici”

Boldrini ha anche indicato l’allungamento del congedo parentale ai padri fra le prossime tappe legislativa verso la piena parità uomo-donna. “Non è vero – ha detto- che le donne sono più brave a fare i lavori domestici. È un pregiudizio. Ci vuole senso responsabilità di uomini e donne. Nel nord Europa congedi parentali più lunghi all’uomo per rafforzare sua presenza in famiglia e responsabilizzarlo nel ruolo di padre. In Italia alla camera per la prova lavora per questo intertgrippo”.

Dalla presidente della Camera, inoltre, ancora una volta un richiamo a imporre la parità linguistica declinando al femminile cariche istituzionali e incarichi professionali. “Abbiamo convocato per questo anche la Crusca alla Camera. Ed ha riconosciuto che la decliinazione al femminile è corretta. Ma il problema è culturale e non linguistico: non si tratta – ha sottolineato Boldrini- di una mia fissazione”.

Infine, un monito a difesa e sostegno delle donne migranti che arrivano e lavorano in Italia. “Non arriveremo mai alla completa parità – ha detto la presidene della Camera- se non ci batteremo perchè i nostri stessi diritti siano riconosciute anche alle donne migranti: sono icone del nostro tempo. Serve un welfare più forte che impedisca che loro diventino di essere solo un bancomat per le loro famiglie e loro paesi, come purtroppo sta succedendo”.

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