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Martedì 8 marzo 2016 - 11:08

Renzi: su conti da Ue normali rilievi, non dichiarazioni di guerra

"Non ci sarà nessuna manovra aggiuntiva, se non per ridurre tasse"
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Roma, 8 mar. (askanews) – Il richiamo dell’Eurogruppo di ieri all’Italia sui conti pubblici, così come i rilievi della Commissione europea nel suo ruolo di sorveglianza dei bilanci nazionali non sono “drammi esistenziali”, né “dichiarazioni di guerra”, e non richiedono alcuna manovra finanziaria aggiuntiva.Lo ha detto ieri notte il premier Matteo Renzi, al termine del vertice Ue-Turchia dedicato all’immigrazione.

“Non c’è nessuna manovra aggiuntiva. E’ la solita storia, lo ha detto molto bene il ministro Pier Carlo Padoan ieri: i conti dell’Italia sono non al sicuro, ma allo strasicuro. Ovviamente – ha osservato Renzi parlando ai giornalisti – la Commissione svolge un lavoro costante di stimolo e di verifica, e lo fa con tutti i paesi. Ma da noi ogni volta che c’è una mezza lettera, un mezzo richiamo sembra che sia scattato chissà quale dramma esistenziale”.

In realtà, ha continuato il premier, “succede a tutti i paesi: succede ai paesi che hanno un surplus commerciale più alto di quello che dovrebbero; dovrebbe essere al 6%, per alcuni (la Germania, ndr) è sopra. Succede ai paesi che hanno un deficit più alto del 3% del Pil: per l’Italia è più basso, per altri continua a essere più alto”.

“Quello che deve interessare i cittadini – ha sottolineato Renzi – è che assolutamente non c’è nessuna manovra, è da quando ci siamo noi che se si fanno manovre è per ridurre le tasse.L’idea dei politici che quando non sanno come fare aumentano le tasse è finita; 25 miliardi di tagli alla spesa pubblica sono stati fatti, è la cosiddetta spending review”.

“Andiamo avanti con molta determinazione e chiarezza, ma come ha detto Padoan non c’è niente di cui aver paura: quando finalmente l’Italia ne prenderà atto, quando l’opinione pubblica italiana imparerà a conoscere le regole europee, come richiami che vengono fatti puntualmente a tutti i paesi, senza considerarli come dichiarazioni di guerra, sarà un fatto positivo”, ha concluso Renzi.

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