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Venerdì 4 marzo 2016 - 19:09

Libia, Prodi: Italia non faccia guerra causata da disastri altrui

"Non vorrei che ci fosse il discorso del 'vai avanti tu'"
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Genova , 4 mar. (askanews) – “La guerra in Libia l’hanno iniziata i francesi con gli inglesi. La guerra è stata un disastro, ha sfasciato il Paese e noi dovremmo assumerci la responsabilità del disastro fatto dagli altri? Nello stesso tempo dovremmo assumerci la responsabilità di una missione impossibile? Non è che si parli di poche migliaia di persone o di un’azione facilmente marciante verso il successo: se uno va con truppe di terra si tratta di una vera guerra. Mi domando se queste sono condizioni che un Paese come l’Italia può accettare”. Lo ha detto Romano Prodi questa sera a Genova a margine di un dibattito organizzato nell’ambito della terza edizione del festival della rivista di geopolitica Limes.á

“Non vorrei -ha aggiunto l’ex premier- che ci fosse il discorso del ‘vai avanti tu’. Questo è il serio problema. Serve senso di responsabilità. Noi siamo pronti ad un discorso di pace e ricostruzione del Paese ma solo quando ci sarà una situazione che lo permetta”.

“La guerra – ha ammonito Prodi- è l’ultima cosa da fare.Il problema libico è di una società che si è sfrangiata con mille tensioni, tribù, bande armate diverse. O c’è una unità vera che ti chiama e allora vai ad aiutare a ricostruire lo Stato e la pace oppure chiunque vada è nemico di tutto il popolo libico”.

Dall’ex Premier, presidente Ue infine, la soddisfazione per la libertà dei due ostaggi italiani. “Mi fa molto piacere – ha detto- che siano liberi. Certamente chi li ha rilasciati ha capito che era necessario avere un momento di sollievo, di rilassamento delle tensioni. Più di questo non so dire. E’ difficile farmi un’idea non avendo le informazioni interne. Potrebbe essere stato semplicemente il calcolo che non si doveva andare troppo oltre”.

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