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Martedì 1 marzo 2016 - 20:46

Pd, Bersani attacca ancora Renzi: con Verdini siamo Casa Libertà

Si prepara scontro su Bcc. Nazareno li ignora: Polemiche inutili
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Roma, 1 mar. (askanews) – Non parlava da tempo, ma stavolta Pierluigi Bersani non si risparmia. In Transatlantico è un continuo di dichiarazioni, e tutte con lo stesso bersaglio: il Pd disegnato da Matteo Renzi, il no “arrogante e tranciante” del premier-segretario alla richiesta di anticipare il congresso Dem, la “narrazione” renziana dei dati economici italiani, e ancora il sostegno di Denis Verdini, che fa trasforma la ‘Ditta’ bersaniana nellla “Casa delle Libertà”. La minoranza Dem non molla la presa sulla necessità di una “discussione” nel partito, e Bersani alza i toni anche in vista dell’appuntamento di Perugia (tra due weekend) dove la minoranza Pd lancerà Roberto Speranza come alternativa a Renzi.

Ma i vertici del Nazareno ignorano la minoranza. Neanche un passaggio dell’intervista di Renzi al Tg1 – tutta decidata ai temi economici sull’onda dei dati Istati – mentre il vice segretario Lorenzo Guerini liquida tutto così: “Oggi è una giornata importante per i risultati dell’economia, risultati che sono un successo di tutto il Partito democratico, non voglio seguire polemiche inutili che non interessano nessuno”. E la lettura è questa: “La minoranza vuole sistematicamente oscurare i risultati del governo”, sostengono dal Nazareno. “La settimana scorsa le unioni civili, con una legge attesa da 30 anni che diventa realtà. Oggi i dati economici positivi”. E poi, “vogliono tirare la volata alla convention di Perugia, e magari prepararsi a dare ancora battaglia nel caso in cui le amministrative non dovessero andare benissimo”.

I temi scelti sono i soliti: il sostegno non gradito di Verdini e le questioni economiche. Sul primo punto, Bersani sostiene che “non è vero che abbiamo bisogno di Verdini come non era vero che avevamo bisogno di Berlusconi: bisogna che Renzi decida se vuol fare quello che rottama o quello che resuscita”. E ironizza: “Se uno che vota la fiducia non è in maggioranza, uno che non la vota non è all’opposizione… Eccoci finalmente approdati nella casa delle libertà”. Una battaglia che Bersani non vule dare per persa, ribadendo che non c’è alcuna intenzione di lasciare il Pd.Anche se “devo riconoscere a Renzi una straordinaria qualità: è riuscito a cambiare le papille gustative di un bel pezzo dell’area democratica e dell’informazione. Il mondo di Verdini risulta improvvisamente commestibile”. Al contrario, la sinistra Dem “sta cercando di raffigurare un Pd ospitale per un’idea di sinistra. Se non si apprezza questo sforzo vuol dire che non si sta capendo cosa sta succedendo”.

Altro terreno di scontro, la “narrazione” renziana dei dati economici italiani: “Non è il caso di essere gufi” ma la comunicazione deve essere “coerente” con la “realtà” e con la percezione dei cittadini, senza “esagerare”, osserva Bersani.Mentre un prossimo casus belli sarà sicuramente la riforma del credito cooperativo: la minoranza denuncia infatti come il provvedimento del governo “cancella sei generazioni di cooperazione: non la voteremo neanche con la fiducia”.

Insomma, per la minoranza Pd “ci sono dei problemi che richiederebbero una discussione. Un congresso sarebbe più utile ma cercheremo comunque di far vivere una discussione nel partito”. E l’appuntamento è a Perugia, l’11, il 12 e 13 marzo, per la convention alla quale Roberto Speranza ha invitato i militanti Pd ma alla quale dovrebbero intervenire anche ‘esterni’, per iniziare a costruire “l’alternativa al renzismo”.Ci sarà anche Gianni Cuperlo, ma la sua area non sembra gradire la strada scelta dai bersaniani: “L’errore di questi mesi è stato sempre lo stesso: se uno alza i toni poi deve essere conseguente”.

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