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Martedì 1 marzo 2016 - 09:06

Costalli: sindaci cattolici a Roma per fermare fuga degli elettori

"Governo debole quanto il Parlamento eletto incostituzionalmente"

Roma, 29 feb. (askanews) – Il voto di fiducia sulle Unioni civili? “Un passaggio stretto della democrazia”. La maggioranza di governo? “Debole quanto questo Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale”. Il rinnovamento promosso da Renzi? “Più o meno lo stesso di Agostino Depretis”. Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, rievoca il padre del trasformismo per valutare “l’inadeguatezza complessiva del sistema istituzionale” e spiegare come mai il Movimento abbia deciso di riunire a Roma gli amministratori locali.

“Anche a livello locale si evidenzia – dice il presidente del Mcl – da una diffusa difficoltà di governo, spesso condizionata anche da logiche distorsive e clientelari, e da un declino della moralità pubblica con la conseguente perdita di vista dell’obiettivo principale: il senso di dedizione verso il bene comune”.

Ricostruire la rappresentanza a partire dagli enti locali: è il titolo dell’appuntamento che si terrà a Roma l’11 e 12 marzo e che vedrà la partecipazione di studiosi e uomini di Chiesa, ma soprattutto di sindaci e consiglieri comunali e regionali, amministratori provinciali e uomini di partito. Promosso con la fondazione Europa Popolare, il meeting si terrà all’Ergife e punta a far riflettere gli amministratori sulla degenerazione della politica: “Siamo di fronte a una personalizzazione e verticalizzazione delle istituzioni che tendono ad allontanarsi dalla rappresentazione degli interessi collettivi e dalla necessaria capacità di interpretare le ricche articolazioni territoriali e sociali che caratterizzano il nostro Paese. “Tutto questo ha provocato un astensionismo sempre più crescente e un ampliamento dell’area dei non rappresentati che non può essere il web a colmare” recita la mozione che il Mcl ha approvato in occasione del suo ultimo congresso e che diventa il terreno di confronto del convegno romano.

“Siamo un movimento ecclesiale – precisa Costalli – e questo vuole dire molto: non pensiamo a ‘scendere in campo’ ma a ripulire il campo, invaso da ogni genere di corpi estranei, al punto da risultare impraticabile per il cittadino, che dovrebbe esserne il padrone e che invece è indotto ad abbandonarlo, perché altri lo colonizzino. Questa degenerazione ci preoccupa anche perché non produce effetti solo nell’ordine politico, ma contribuisce allo scadimento dei comportamenti sociali: si afferma una visione individualista dell’essere nella società che produce divisioni e conflitti. Il dibattito sulle unioni civili ne è una prova”. I cattolici, torna a ripetere il presidente del Mcl, non vogliono creare un loro partito ma raccogliere l’appello rivolto da Papa Francesco durante il Convegno ecclesiale di Firenze: ‘i credenti sono cittadini’ invitati a ‘dare una risposta chiara davanti alle minacce che emergono all’interno del dibattito pubblico’ poiché questa costituisce ‘una delle forme del contributo specifico dei credenti alla costruzione della società comune”. In questo senso il convegno romano servirà anche a rilanciare il ruolo dei corpi intermedi, un nodo su cui il Mcl lavora in Italia e all’estero, “nel silenzio dei governi, che mai come in questi anni hanno visto in queste articolazioni un impiccio e non un’opportunità”, dice Costalli ed è un messaggio anche al governo italiano.

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