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Mercoledì 24 febbraio 2016 - 14:34

Ap alza posta su ddl Cirinnà per blindare ddl adozioni. No Renzi

Governo: nessun allargamento a perimetro modifiche. Si vota domani
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Roma, 24 feb. (askanews) – Ncd alza la posta sulle unioni civili ma riceve un secco altolà dal governo. Incassato lo stralcio della stepchild adoption e la cancellazione dei riferimenti al matrimonio, così come richiesto del resto anche dalla Consulta, il tentativo di Ncd è stato quello di avviare un braccio di ferro con il partner di governo sul maxiemendamento al ddl sulle unioni civili, che ha portato questa mattina a far slittare i tempi per la sua presentazione al Senato. Uno slittamento che ha subito sollevato ondate di polemiche, con il rischio di aprire nuove pericolose falle nel percorso politico-parlamentare sulle unioni civili. Tanto che a fine mattinata è intervenuto per il governo il sottosegretario Luciano Pizzetti a porre l’altolà: il perimetro della legge sulle unioni civili – ha detto a chiare lettere – è quello definito, con l’abolizione della stepchild adoption e i riferimenti al matrimonio, e non ci sarà “alcun allargamento del perimetro” degli espungimenti o delle modifiche. E per fare punto a ogni dubbio Pizzetti ha aggiunto: il voto sarà entro domani.

Al centro delle trattative e delle richieste di Area popolare non ci sarebbero però questioni etico-filosofiche come il tema della fedeltà, o squisitamente patrimoniali, come i riflessi in tema di diritto ereditario tra i partner di coppie omosessuali, ma il tema politico e cruciale delle adozioni.

Lo sguardo di Ncd insomma è lungo e guarda al ddl di riforma delle adozioni. La decisione di stralciare la stepchild adoption e farla confluire in un prossimo ddl di riforma delle adozioni è stata presa dal Pd nella consapevolezza che questa fosse l’unica strada per il via libera alle unioni civili, ma anche per evitare che norme improprie ponessero ostacoli agli sviluppi giuridici della regolamentazione delle adozioni. Laddove la magistratura, senza particolari vincoli legislativi, apre la strada a consuetudini, precostituendo diritti, è molto più facile intevenire con una legislazione più avanzata.

Ma è proprio dai pericoli di una “magistratura creativa” sul fronte delle adozioni che si è sollevata Area popolare, con la richiesta di inserire nel testo del maxiemendamento qualche norma o formulazione che avrebbe potuto in qualche modo fare da argine alla mano libera che, nella sua lettura politica, ci sarebbe stata senza interventi.

Da qui l’uscita a gamba tesa, a fine mattinata del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha dichiarato: “Lo stralcio della stepchild non basta”. E la risposta a stretto giro di posta del governo: “Lorenzin non deve chiedere altro”. Ovvero Ncd non può alzare il tiro delle sue richieste.

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