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Martedì 23 febbraio 2016 - 18:27

Il Pd stralcia le adozioni dalle unioni civili

La minoranza avverte: "Basta concessioni al Ncd". Tensione con Grasso
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Roma, 23 feb. (askanews) – Senza un voto vero e proprio, ma difatto l’assemblea dei senatori Pd ha dato il via libera al pianoB di Matteo Renzi sulle unioni civili: il governo ha ottenuto ilsì del partito (anche se quello della minoranza è condizionato)alla fiducia su un emendamento che tolga di mezzo la stepchildadoption e consenta di portare a casa la legge con i voti dellamaggioranza di governo. “Fuori da qui – ha detto Renzi aisenatori – c’è un mondo per cui non contano i dettagli tecnici esi aspetta che in questa settimana si chiuda un provvedimento peri loro diritti e i loro doveri”. Per questo, ha spiegato, serveun accordo con i centristi della maggioranza e la fiducia,”l’alternativa è la palude o la melina”.
Renzi, ancora una volta, ha ripetuto che è colpa del Movimento 5stelle se si è arrivati a questo punto: “Senza il dietrofront deiCinque stelle” la legge sulle unioni civili “si sarebbe approvatamercoledì scorso”. Invece, è intervenuta una “strategia eterodiretta (dei vertici M5s, Ndr.) per non far approvare il ddl”.
Un ragionamento che alla minoranza Pd non piace e che fastorcere il naso anche alla ‘sinistra renziana’ del partito,quella di Matteo Orfini e Andrea Orlando. Ma nessuno, alla fine,si è davvero messo di traverso rispetto a quello che al momentosembra l’unico percorso possibile per avere la certezza diapprovare la legge. Durante l’assemblea, per la minoranza, haparlato solo Cecilia Guerra: la senatrice ha criticato la lineascelta da Renzi, ha spiegato che sarebbe stato meglio provare adinsistere sul testo Cirinnà come è ora, ma alla fine non ha dettono alla proposta di Renzi, limitandosi a chiarire che solo dopoaver visto il testo del maxiemendamento la minoranza dirà sì o no.
E’ Francesco Verducci, senatore vicino a Orfini, a fare lasintesi politica della riunione: “Abbiamo chiesto a Renzi chel’emendamento in preparazione sulle unioni civili mantenga, aparte l’articolo 5, tutti i contenuti previsti dall’attuale ddlin discussione in Aula, niente di meno”. Insomma, la sinistra Pd,di minoranza e non, ha sostanzialmente dato un sì condizionato alpremier: ok all’emendamento che stralcia la stepchild adooption,va bene pure la fiducia, ma sia chiaro che non sono accettabilialtre concessioni a Ncd su questo tema. In altre parole, nessunosi sogni di mettere in discussione, per esempio, la possibilitàdi prendere il cognome del partner o le pensioni di reversibilità.
E’ stato Lorenzo Guerini, vice-segretario, a dare assicurazionisu questo: “E’ condivisibile la valutazione della minoranza, nonci deve essere e non ci sarà uno stravolgimento del testo” e nonverranno introdotti “elementi di confusione, di cui non abbiamobisogno”. E in ogni caso, ha precisato, “ci sarà modo di’socializzare’ l’emendamento prima del voto”. In altre parole, lamodifica verrà scritta sentendo anche la sinistra del partito esarà ancora Orlando a fare il lavoro di raccordo.
Una certa tensione, però, si è creata tra Pd e Pietro Grasso. La scelta del presidente del Senato di dichiarare inammissibile il ‘canguro’ non è piaciuta ai democratici, a cominciare dallo stesso Renzi: ora scopriamo anche che ci sono delle inammissibilità – avrebbe detto il premier – Se lo avessimo saputo prima forse sarebbe stato meglio… Entro venerdì si dovrebbe arrivare al voto in aula. Il Pd, intanto, per tendere la mano alla sinistra ha annunciato la presentazione alla Camera di un ddl ad hoc sul tema adozioni, un modo per riprendere quella stepchild stralciata dalle unioni civili.
Pol/Adm/Int2

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