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Giovedì 11 febbraio 2016 - 18:16

Al Senato si scalda dibattito sul ddl Cirinnà, da martedì i voti

Pd punta sull'emendamento-canguro. Cattodem isolati
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Roma, 11 feb. (askanews) – Si scalda il dibattito al Senato sulle unioni civili. Dopo giorni di fair play oggi sono volate parole pesanti a palazzo Madama tra sostenitori e oppositori del Ddl Cirinnà. A prima mattina c’è stata la polemica sulla illustrazione degli emendamenti, se solo sull’articolo 1 o su tutti gli articoli del ddl, che ha fatto infuriare le opposizioni che hanno denunciato “una forzatura regolamentare”.

“Sono comportamenti ostruzionistici – ha tuonato Zanda replicando a tutti gli interventi delle opposizioni sul tema -, noi vogliamo la legge sulle unioni civili e se pensate di tenerci qui in aula mesi a discuterne avete sbagliato. Non è il clima che ci eravamo impegnati a rispettare e che volevamo creare”. La presidente di turno Valeria Fedeli ha cercato di metterci una ‘pezza’ chiarendo che il dibattito sarebbe iniziato dalla illustrazione degli emendamenti all’articolo 1. Ma poco dopo una nuova bagarre è scoppiata quando il vicepresidente del Senato e senatori di Fi, Maurizio Gasparri ha accusato il senatore Pd Sergio Lo Giudice di aver “comprato un bambino”: “Questo provvedimento io lo chiamo disegno di legge Lo Giudice (non Cirinnà), visto che stiamo facendo tutto questo, in particolare con l’articolo 5, perché serve a Lo Giudice”, ha attaccato Gasparri, suscitando lo sdegno e le repliche di tanti esponenti dem a difesa di Lo Giudice.

Intanto sul fronte delle trattative sembra essersi arenata quella tra Pd e Lega per ridurre il numero degli emendamenti. Anzi i dem si starebbero orientando a far votare l’emendamento-canguro Marcucci, magari a scrutinio segreto, dopo aver valutato tutte le possibili ricadute sia dal punto di vista procedurale che da quello politico. La proposta infatti non ostacolerebbe eventuali modifiche migliorative al testo, almeno quelle giudicate indispensabili, come le correzioni sulla costituzionalità della legge e quelle per rendere l’adozione più controllata grazie all’intervento del Tribunale minorile.

Dal punto di vista degli equilibri interni il voto sul canguro risulterebbe un po’ come un pugno nello stomaco all’ala cattolica, ma del resto, viene fatto notare, neanche da quel fronte ci sono stati atteggiamenti concilianti. Anzi l’intervista rilasciata oggi dal cattolico Stefano Lepri sembra aver inasprito il clima anche all’interno della componente cattolica che appare sempre più divisa. Oggi i più oltranzisti, sono una decina, si sono incontrati a pranzo per fare il punto e per esprimere preoccupazione per l’imminente voto sul canguro che spazzerà via anche l’emendamento sull’affido rafforzato, a prima firma Lepri, su cui ci sarebbe stata libertà di coscienza.

Anche l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tirato in ballo quale presunto capofila di un fronte laico contrario alle adozioni, è intervenuto per chiarire la sua posizione: “Non ho difficoltà a manifestare la mia preoccupazione per un esito di tale discussione che possa vedere contrapposti aspramente settori politici pur favorevoli in principio al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali e delle convivenze di fatto. Mi auguro perciò – ha aggiunto – che in questa fase finale del confronto in Senato sia possibile ancora un avvicinamento tra le diverse posizioni, attraverso il concentrarsi degli sforzi sul merito della legge, e in particolare sull’art. 5, in vista di ogni possibile condivisa soluzione”.

L’appuntamento è per martedì pomeriggio, quando all’ordine del giorno c’è proprio la votazione sul primo emendamento premissivo alla legge, ossia quello del renziano Marcucci.

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