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Martedì 9 febbraio 2016 - 21:27

Renzi vuole primarie Ue e non teme spread: Italia non è epicentro

Il premier insiste: "Europa dei cittadini non dei tecnocrati"
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Roma, 9 feb. (askanews) – Nessuno vuole pensare ci sia una strategia contro l’Italia, ma tutti sono convinti che anche se ci fosse non ci sarà un nuovo 2011, quando Mario Monti fu chiamato a sostituire Silvio Berlusconi. Tuttavia il rialzo dello spread viene monitorato con attenzione nel governo: non solo per le possibili ricadute sui conti pubblici, ma anche con una prospettiva tutta politica. Perchè è vero che “l’Italia non è l’epicentro della crisi”, come assicura Matteo Renzi nella sua e-news, ma è altrettanto vero che qualcuno a Bruxelles potrebbe approfittare dell’instabilità dei mercati per negare la flessibilità richiesta dall’Italia e “il ruolo che il nostro Paese è tornato a ricoprire”.

Dai vertici del Pd sottolineano in primo luogo che “tutto parte dalle borse asiatiche”, e quando c’è instabilità “è ovvio che ci si rifugi nei porti più sicuri”, ovvero “i bund e i buoni del Tesoro Usa”. Il rialzo dello spread italiano è dunque una conseguenza di dinamiche mondiali: appunto, come dice Renzi, “l’Italia non è l’epicentro”. E poi “la solidità dei nostri conti è garantita in primo luogo dal risparmio privato degli italiani, e poi dai nostri dati macroeconomici: noi siamo sotto il 3%, il nostro debito scende. Non si può dire lo stesso della Francia…”. Piuttosto, il premier insiste nel chiedere al sistema bancario italiano di “trasformarsi”.

Insomma, i renziani non immaginano cambi di rotta nell’atteggiamento del premier in Europa: “Se qualcuno lo pensa, si vede che non lo conosce. E’ uno che va avanti a testa bassa”, assicurano. La conferma arriva sempre dalla e-news, in cui Renzi insiste sulla proposta di primarie europee per scegliere i candidati a presidente della Commissione: “E’ un modo per far entrare i politici in contatto con le persone, anziché solo con le tecnocrazie. E’ un modo per riavvicinare i cittadini alle Istituzioni. Vedremo se questa proposta sarà annegata nello scetticismo dei signori di Bruxelles o diventerà patrimonio condiviso della politica continentale. Io insisto”.

Così come il premier insiste sulla strategia per portare l’Europa a “recuperare una visione”, e l’Italia “finalmente uscita dalla crisi e dal tempo delle promesse vane, può giocare un ruolo di stimolo molto importante”. Continuano dunque gli incontri con le varie cancellerie: “Venerdì sera sono andato a cena dal premier olandese Rutte, venerdì prossimo ospito qui il cancelliere austriaco Faymann, la settimana dopo il premier incaricato spagnolo Sanchez”, elenca Renzi. Che dopo aver incassato le parole del capogruppo Spd al Bundestag, Thomas Oppermann, che ha preso posizione a favore delle richieste di flessibilità di Italia e Francia, ora spera proprio in Sanchez per avere un altro alleato: “Se riuscirà a formare un governo, potrebbe essere molto utile anche per noi”, dicono dal Pd.

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