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Martedì 9 febbraio 2016 - 18:55

Renzi: accordo su punti chiave unioni civili, stepchild si voti

Adozioni non punto principale, garantire continuità affettiva minore
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Roma, 9 feb. (askanews) – Sulle unioni civili c’è una “ampia condivisione” su almeno due “punti-chiave” e la “ratio” della stepchild adoption, che “non è il punto principale”, “non è consentire il via libera alle adozioni, ma garantire la continuità affettiva del minore”. Lo scrive Matteo Renzi nella enews, la newsletter inviata periodicamente ai propri sostenitori.

“Grande discussione, in Senato e nel Paese, sul tema delle unioni civili. Mi sembra di poter evidenziare che due punti chiave sono ampiamente condivisi. E ne sono felice! Il primo è che la stragrande maggioranza degli italiani – pare di capire anche in Parlamento – vuole un istituto che legittimi le unioni civili anche per persone dello stesso sesso. È finita la stagione in cui nascondersi: i diritti (e i doveri) sono tali solo se sono per tutti. È un passo in avanti”.

“Il secondo – aggiunge – è che la stragrande maggioranza degli italiani – pare di capire anche in Parlamento – condanna con forza pratiche come l’utero in affitto che rendono una donna oggetto di mercimonio: pensare che si possa comprare o vendere considerando la maternità o la paternità un diritto da soddisfare pagando mi sembra ingiusto. In Italia tutto ciò è vietato, ma altrove è consentito: rilanciare questa sfida culturale è una battaglia politica che non solo le donne hanno il dovere di fare”.

In particolare, “rimangono aperti altri punti su cui si confronterà il Parlamento, a partire dalla stepchild adoption: la ratio non è consentire il via libera alle adozioni ma garantire la continuità affettiva del minore. Non è il punto principale di questa legge, almeno non lo è per me. Allo stesso modo credo giusto che il Parlamento si pronunci anche su questo”.

Conclude Renzi: “Ho giurato sulla Costituzione e alla Costituzione ho il dovere di rispondere. È giusto che su questi temi si voti, dopo anni in cui si è fatto melina. Perché la politica che mette la testa sotto la sabbia, come lo struzzo, che finge di non vedere la realtà, non è una politica seria. Abbiamo mantenuto l’impegno di arrivare qui, a decidere dopo che per anni si è parlato di questi temi solo per avere due voti in più in campagna elettorale. Anche questo è il segno che qualcosa, in Italia, sta cambiando”.

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