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Sabato 6 febbraio 2016 - 19:15

M5s: voto libero su unioni civili. Pd: su adozioni decide aula

I Dem: "No a stralcio". Alfano esulta: 'Può saltare intera legge'
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Roma, 6 feb. (askanews) – Il MoVimento 5 Stelle lascerà ai propri parlamentari libertà di coscienza sulle unioni civili: una decisione che spariglia le carte sul ddl Cirinnà, e ringalluzzisce il fronte di chi chiede lo stralcio delle stepchild adoption. Ma il Pd per ora non cambia linea: il testo Cirinnà viene considerato un buon punto di mediazione, comprese le adozioni, e dunque l’ipotesi stralcio non viene presa in considerazione. A decidere, come viene ripetuto da settimane, sarà l’aula del Senato. Esulta però Angelino Alfano, che vede saltare l’asse tra Pd e M5s che poteva garantire l’ok alla legge anche senza i voti di Ncd e del fronte cattolico: “L’intera legge potrebbe saltare” senza i voti dei grillini. A meno che, è il sottotesto, non si disponga lo stralcio delle adozioni recuperando tutti i voti cattolici.

Una prospettiva che però il Pd non contempla: un po perchè “ora sarebbe un segnale di debolezza”, ma soprattutto perchè “la stragrande maggioranza del partito e dei gruppi parlamentari, Renzi in testa, è favorevole alla stepchild”, dicono dal Nazareno. Oggi intanto parlano solo i big: il capogruppo in Senato Luigi Zanda e la vice segretaria Dem Deborah Serracchiani. Entrambi difendono il testo e la possibilità delle adozioni, entrambi spiegano che starà all’aula decidere. Parla anche il senatore Andrea Marcucci, ‘voce’ di Renzi a palazzo Madama, e aggiunge: “L’importante è che i partiti si assumano la loro responsabilità per il voto finale di una legge storica per i diritti civili”. Ovvero, con o senza stepchild, la legge va approvata.

Del resto, dai vertici del Pd negano ci sia mai stato un vero e proprio asse con i Cinque Stelle: “Abbiamo sempre detto che con i voti segreti sarebbe già stato abbastanza se i favorevoli e i contrari M5s fossero stati in pareggio…”. Perchè “nel MoVimento c’è una larga e diffusa sensibilità di destra, basti guardare Di Maio o Di Battista”, o “il numero basso dei parlamentari che dopo il ‘libera tutti’ hanno detto che voteranno comunque sì”. Insomma, “non ci siamo mai fidati fino in fondo”.

Ora la strada è però obbligata: il Pd non “sponsorizzerà” lo stralcio delle adozioni, al massimo proverà a far votare l’emendamento che rimanda alla delega al governo il tema delle adozioni, prima che sia votato quello sullo stralcio tout court, per non procludere quella strada. E poi si conteranno i voti di palazzo Madama: sapendo che eliminare il tema delle adozioni eviterebbero parecchi problemi politici con l’area centrista, sperando che in quel caso la sinistra Pd scelga comunque di votare la legge, e sapendo che in ogni caso i Dem potranno rivendicare di aver approvato finalmente una legge che riconosce diritti attesi da anni. Sempre che, e qui si torna a Marcucci, tutti i partiti “si assumano la loro responsabilità per il voto finale di una legge storica. Non ci sarà escamotage possibile per rinviare ancora una volta le unioni civili”.

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