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Lunedì 1 febbraio 2016 - 21:07

Renzi sfida Ue: aprano pure infrazione su migranti, vado avanti

"Non prendo ordini da burocrati, no a morti di serie A e serie B"
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Roma, 1 feb. (askanews) – Sulla Turchia chiariscono subito, sulla nostra richiesta di flessibilità rimandano tutto ad aprile… Matteo Renzi è furioso per il ‘doppio binario’ scelto dalla commissione Ue rispetto alle spese sostenute per far fronte all’ondata migratoria. Un doppio binario che davanti alle telecamere il premier sintetizza in “morti di seria A e morti di serie B”, a seconda che i migranti rischino la vita “nell’Egeo o nel Tirreno”. E la risposta è durissima: “Facciano pure quello che credono”, i “professionisti dello zero virgola”, i “burocrati” della Commissione: “Non ascoltiamo più i proclami di Bruxelles”, l’Italia “non seguirà l’Europa” su questa strada e non rinuncerà al “patto di umanità” che “vale di più di quello di stabilità”.

Dal governo ricordano comunque che “la legge finanziaria già prevede le contromisure nel caso in cui non fosse accordata la flessibilità per l’emergenza migranti”, dunque il rischio di una procedura di infrazione sarebbe comunque scongiurato. Ma ovviamente a Renzi non va giù quello che dal Pd definiscono “l’ennesimo caso di doppio standard: per sostenere la Turchia, su richiesta della Germania, si garantisce da subito la flessibilità, mentre a noi ci lasciano appesi fino ad aprile…”. Ma appunto la risposta scelta da Renzi è quella di andare comunque avanti: “Se la Ue ci seguirà sulla strada dell’umanità è la benvenuta, altrimenti non saremo certo noi a inseguirla”, tuona da Accra, seconda tappa della visita in Africa che ha l’obiettivo di creare le condizioni di sviluppo per far sì che “sempre meno fratelli africani decidano di rischiare la vita per venire da noi”.

E allora Renzi garantisce il contributo italiano alla Turchia, promesso ad Angela Merkel venerdì scorso, perchè “i numeri” dell’emergenza” nell’Egeo richiedono uno sforzo. Ma non rinuncia a denunciare la “perversione burocratica” che fa sì che la stessa logica non sia applicata per gli sforzi che da anni l’Italia sostiene nel Mediterraneo. Anche quando “la Ue faceva finta di non vedere” quanto accadeva in mare. E “se la risposta” della Ue a “tutto quello che ha fatto l’Italia è l’apertura di una procedura di infrazione, siamo al paradosso e al nonsenso”. Una “trama di Kafka”, una “storia assurda”, cui l’Italia “non si presta più”.

Perchè “il nostro mestiere è guidare l’Europa, non andare in qualche palazzo di Bruxelles a prendere ordini”. E riaffermare lo “spirito di Ventotene”, far sì che la Ue torni ad incarnare “il sogno” di Spinelli, “salvarlo e rilanciarlo” strappandolo dalle mani dei “professionisti dello zero virgola”, “da chi vorrebbe erigere muri e chiudere Schengen”. A quelle polemiche “non ci prestiamo più, i burocrati facciamo pure quello che credono, noi andiamo avanti sapendo che dobbiamo rispondere a uomini e donne che muoiono in mare, non a proclami che vengono da Bruxelles”.

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