Renzi: il nostro mestiere è guidare la Ue, non prendere ordini

"Utile incontro con Merkel, spirito di Ventotene salverà l'Europa"

FEB 1, 2016 -

Roma, 1 feb. (askanews) – “Il nostro mestiere è guidare l’Europa, non andare in qualche palazzo di Bruxelles a prendere ordini”. Lo scrive il premier Matteo Renzi, nella e-new inviata ai suoi sostenitori, in cui ripercorre gli appuntamenti di politica estera della sorsa settimana.

“I giorni appena passati sono stati caratterizzati da una intensa attività anche internazionale, a cominciare dalla storica visita del presidente Rouhani che ha scelto l’Italia come prima tappa dopo l’accordo sul nucleare e la fine delle sanzioni. Ma l’attenzione dei media – scrive Renzi – si è concentrata soprattutto sull’incontro con Angela Merkel. Sintetizzo così: l’Italia per anni aveva un debito morale con le istituzioni europee, e io dico soprattutto con i propri concittadini, perché parlava di riforme che non riusciva a realizzare. Adesso le cose sono cambiate. Le riforme sono leggi e dopo tre anni di recessione è tornato il segno più nei fondamentali economici. Possiamo tornare a fare il nostro mestiere, dunque”. Ovvero “guidare” l’Europa, “non prendere ordini”.

Del resto “l’Europa è figlia di un grande sogno, ideale e idealista. Il sogno di chi, rinchiuso in un’isola al confino, ebbe il coraggio e la forza di sognare gli Stati Uniti d’Europa. Mi riferisco naturalmente al manifesto di Ventotene, voluto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e altri compagni di prigionia”, ricordato da Renzi con una visita sabato scorso nell’isola pontina. “L’incontro con Angela Merkel è stato utile: insieme – sottolinea il premier – abbiamo ribadito che il più grande pericolo per l’Europa sono populismo e demagogia e io personalmente continuo a credere che populismo e demagogia crescano con più forza dove c’è disoccupazione, dove manca la crescita, dove l’austerity cieca annulla le prospettive di sviluppo. Ma quello che manca all’Europa di oggi è la dimensione ideale, la forza del sogno, la capacità di dire no a chi immagina muri e frontiere”.

E allora “il giorno dopo Berlino, ho visitato Ventotene per annunciare l’impegno del governo italiano a rilanciare questo spirito europeo. E anche per presentare il progetto di recupero del carcere di Santo Stefano (dove tra l’altro sono stati rinchiusi alcuni tra i più grandi protagonisti della Resistenza e del dopoguerra, da Sandro Pertini a Umberto Terracini). Coinvolgeremo le migliori università europee, a cominciare dall’Istituto Universitario Europeo. E faremo del carcere una foresteria dove ospitare incontri, stage, corsi di formazione per giovani europei e del Mediterraneo. Quel posto, così carico di memoria, rischia di diventare un insieme di ruderi. Noi vogliamo salvarlo e rilanciarlo. Non salveremo l’Europa con i professionisti dello zero virgola, ma con la coscienza di una nuova generazione di cittadini europei. Solo lo spirito di Ventotene – conclude – potrà salvare l’Europa da chi vorrebbe erigere muri e chiudere Schengen”.