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Sabato 30 gennaio 2016 - 13:36

Renzi da Ventotene rilancia ideali Ue: non la faremo distruggere

Il premier rende omaggio a Spinelli: l'Italia alza la voce per essere sprone di una nuova Europa solidale
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Ventotene (Lt), 30 gen. (askanews) – Un’Europa di ideali, non di muri e di beghe da cortile. E’ quella riaffermata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi che, all’indomani dell’incontro con Angela Merkel, è arrivato, insieme al ministro per i beni culturali Dario Franceschini, a Ventotene dove, dal confino, Altiero Spinelli redasse ormai 70 anni fa il Manifesto per l’Europa.

La prima tappa di Renzi è stata proprio un omaggio a Spinelli, con la deposizione di un mazzo di fiori sulla sua tomba. Poi, il premier e il ministro hanno visitato l’antico carcere sull’Isola di Santo Stefano, dove fu rinchiuso per un anno anche Sandro Pertini. Il carcere, ha annunciato Renzi, diventerà un centro di formazione per i giovani europei, per la futura classe dirigente dell’Unione, con un finanziamento di 80 milioni.

Quindi Renzi, tornato a Ventotene, dopo aver salutato i giovani del Movimento federalista europeo, ha tenuto un intervento richiamando agli ideali su cui è stata fondata l’Unione europea.Senza quegli ideali, ha sottolineato, oggi “l’Europa rischia di crollare” e l’Italia, ha rivendicato, è in prima linea per evitarlo: “Chi vuole distruggere Schengen, vuole distruggere l’Europa e noi italiani non lo permetteremo”. L’Italia, dunque, ha e deve avere un ruolo chiave per l’Unione. E “quando l’Italia cerca di affermare un modello diverso non stiamo facendo le bizze o rivendicando un doveroso interesse nazionale, cerchiamo di riportare l’Europa a quel che deve essere. C’è bisogno di una Italia che faccia sentire la propria voce, non per rivendicazione ma con l’orgoglio di chi conosce il grande contributo che le nostre donne e i nostri uomini hanno dato a questo ideale”.

Dunque, è la risposta a chi critica la linea del governo, “a quelli che fuori pensano che l’Italia richiami l’attenzione per chiedere qualcosa, rispondiamo che abbiamo bisogno di chiedere qualcosa per noi come cittadini europei: più ideali, più sogni, chiediamo che un ideale non venga trascinato in beghe da cortile, che fanno crescere populismo e demagogia”. Un’Europa fatta non di “nuovi muri” contro i migranti che “non stanno venendo in gita ma stanno scappando da fame, guerra e mancanza di libertà” ma un’Europa “sociale” e costruita sugli ideali perchè oggi “abbiamo l’euro nelle nostre tasche, istituzioni europee democratiche, ma rischiamo di non avere l’ideale nel motore capace di costruire un pezzo dell’Europa che verrà”.

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