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Venerdì 29 gennaio 2016 - 15:13

Renzi: non vogliamo nuova flessibilità ma Juncker rispetti patti

"Il debito deve scendere, ma lui è stato eletto su un accordo"
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Roma, 29 gen. (askanews) – L’Italia non chiede nuove regole di flessibilità, ma solo che vengano applicate quelle già esistenti e che si dia seguito all’accordo politico che ha portato all’elezione di Jean Claude Juncker a presidente della Commissione Ue. Lo ha detto Matteo Renzi durante la conferenza stampa congiunta con Angela Merkel a Berlino.

“La Commissione europea – ha ricordato Renzi – ha adottato il 13 gennaio del 2015 una comunicazione sulla flessibilità. Noi stiamo chiedendo di cambiare delle regole, ma che le regole siano applicate e senza equivoci sul fatto che la flessibilità per noi è una condizione necessaria dell’accordo che ha portato all’elezione di Jean Claude Juncker, non come Paese membro ma come partiti politici. Io non ho cambiato idea sulla flessibilità, spero non l’abbia cambiata nemmeno Juncker”.

Certo, ha aggiunto, “abbiamo sulla politica economica non sempre la stessa posizione. Su alcune dinamiche di gestione dello stato e delle politiche economiche non la pensiamo allo stesso modo. Non è una novità. Ma deve essere chiaro che in questi due anni l’Italia ha messo mano a riforme attese da vent’anni. Non è stato facile fare la riforma del mercato del lavoro in un anno, senza violare i parametri di Maastricht. Non è stato facile fare la riforma della legge elettorale, della giustizia civile, della Costituzione”.

L’Italia è convinta che il debito debba scendere, ma la flessibilità è una condizione necessaria: “Nessuno ha dubbi sul fatto che il debito in Italia debba scendere. Per molti aspetti è sostenibile, i risparmi privati sono il doppio del debito publico, ma siamo i primi a dire che dobbiamo far scendere il debito. Non lo dico per fare un piacere ad Angela, ma per fare un piacere ai nostri figli, ai nostri nipoti”.

Al tempo stesso “non c’è alcun dubbio, la flessibilità è una condizione dell’elezione di Jean Claude Juncker, non credo abbia cambiato idea. L’Italia non crede si possa tornare a politiche allegre di bilancio, ma le politiche di austerity da sole non funzionano”.

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