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Mercoledì 27 gennaio 2016 - 10:25

Unioni civili, appello Serracchiani a M5s-Sel: votiamo insieme

Evitare scherzi per colpire Pd, ok bipartisan non tocca governo
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Roma, 27 gen. (askanews) – “Mi appello alla serietà di tutti i partiti e soprattutto di quelli come i Cinque Stelle e Sel, che hanno già espresso parere favorevole sul testo sulle Unioni Civili. Spero non ci siano scherzi da parte di nessuno: è una legge attesa da molto tempo e abbiamo ricevuto segnali anche dalla piazza di sabato scorso”. Lo ha affermato la vicesegretario del Pd Deborah Serracchiani, alla vigilia dell’inizio delle votazioni in aula Senato sulla nuova legge sulle unioni civili che porta la firma e il nome della senatrice Pd Monica Cirinnà.

“Sono fiduciosa – ha detto Serracchiani all’Unità-che a questo punto la nuova legge potrà essere varata senza troppi patemi d’animo. Vedo una trasversalità che in passato era difficile. Veniamo da un percorso lungo e complicato, con tutti gli approfondimenti necessari. Adesso in Parlamento ci sono la maturità e la forza che servono per approvare la legge. Un passo necessario anche perché in Europa siamo rimasti tra gli ultimi”.

Serracchiani ostenta sicurezza sulla tenuta della unità interna del Pd nel voto finale, a dispetto delle divisioni su stepchild adoptioni e ai temi che saranno oggetto di “pochi emendamenti” da sottooporre al giudizio del voto segreto. “Nel Pd – ha detto la vicesgretario del partito di Renzi- la capacità di dialogo mostrata finora, la lealtà e la coesione, mi fanno pensare che i voti segreti non saranno un problema.. Mi auguro che altre forze politiche non vogliano mettere a rischio la sorte di questa legge soltanto per colpire il Pd. Mi riferisco alla vicenda di Altero Matteoli, quando i Cinque Stelle hanno votato un indagato per andare contro il Pd”.

Da ultimo, Serracchiani esclude che l’eventuale ok finale alle unioni civili con i voti delle opposizioni e magari non di forze della maggioranza possa avere ripercussioni sul governo Renzi. “Abbiamo sempre detto che le riforme costituzionali e i temi etici dovrebbero avere il consenso più ampio e trasversale possibile. Questo non implica nessun cambio di maggioranza, che non è all’ordine del giorno. È un gesto di maturità di tutto il Parlamento”.

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