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Mercoledì 20 gennaio 2016 - 20:42

Senato,chiusa partita riforme si rinnovano presidenze commissioni

D'Ascola pronto a subentrare a Palma, aperta successione Matteoli
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Roma, 20 gen. (askanews) – Chiusa la partita del ddl Boschi e in attesa dello scontro in aula sulle unioni civili della prossima settimana, il Senato affronta il rinnovo degli uffici di presidenza delle commissioni: si vota domani dalle 13 alle 16. La situazione alla vigilia resta ancora magmatica: i ben informati spiegano che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, “non ha ancora aperto il dossier”, e che la quadratura del cerchio sarà trovata solo in tarda serata o domani mattina.

La matassa è in ogni da dipanare è tutta in casa della maggioranza, assodato che le presidenze della commissione Giustizia di Francesco Nitto Palma e della Lavori pubblici di Altero Matteoli in quota Forza Italia- frutto del patto di inizio legislatura che portò alla nascita del Governo Letta- registreranno sicuramente un avvicendamento a favore della maggioranza: Pd e Ap.

Il Nuovo centrodestra richiede da tempo il ristoro della presidenza persa alla Bilancio, con la sostituzione di Antonio Azzollini con Giogio Tonini del Pd, ai tempi del coinvolgimento del senatore di Molfetta nell’inchiesta sulla casa di Cura della Divina Provvidenza di Bisceglie a opera della procura di Trani.La sostituzione più “natuale” è quella che vede l’avvocato centrista Nino D’Ascola succedere a Nitto Palma, una candidatura ritenuta molto solida. “Il patto è quello” tagliano corto fonti della maggioranza.

Situazione da chiarire resta invece quella sul fronte della Lavori pubblici. Il Pd rivendica il posto di Matteoli per sé e l’assegnazione si gioca tutto in casa dem. Ad esempio quella presidenza rappresenterebbe un buon riconoscimento dell’impegno profuso dal senatore Stefano Esposito, attuale vicepresidente della commissione, ma anche in prima fila nella vicenda del sindaco di Roma Ignazio Marino. La sua candidatura è non comunque univoca, bensì condivisa con quella del collega Raffaele Ranucci, e non manca chi aggiunge a buon peso, forse per agitare meglio le acque, anche il nome dell’altro senatore Pd in commissione, Marco Filippi.

Risulta rientrata invece la messa in discussione della presidenza della commissione Industria, attualmente del senatore della minoranza Pd, Massimo Mucchetti, che dovrebbe essere riconfermato. A fare pressing sul Pd , inoltre, c’è il gruppo delle Autonomie, forte di 20 senatori, rispetto ai 31 di Ap, ma che dovrà accontentarsi soltanto di alcune vicepresidenze. Anche il conto con i verdiniani di Ala, dopo l’appoggio al ddl Boschi, sarà pareggiato con le vicepresidenze.

Il resto troverà sistemazione pare già in settimana, quando dovrebbe concludersi anche il rimpasto di governo con la sistemazione dei posti liberi nei ministeri, a cominciare dal responsabile del ministero degli Affari regionali (solida la candidatura della centrista Dorina Bianchi), a cui si aggiunge un giro di poltrone anche tra viceministri.

Slitta infine a tempi successivi l’avvicendamento alle presidenze delle commissioni bicamerali. A cominciare da quella dell’Antimafia: da definire la posizione di Rosi Bindi alla guida della commissione, la cui conferma viene assicurata da alcuni, mentre da altre parti veniva indicato con insistenza il nome del renziano Emanuele Fiano.

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