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Mercoledì 20 gennaio 2016 - 11:38

In Senato ripresa maratona sulle riforme, aula si avvia al voto

Minoranza Pd: sì a ddl, ma per referendum ok a nostra l.elettorale
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Roma, 20 gen. (askanews) – E’ ripresa nell’aula del Senato la discussione generale sul ddl Boschi di riforma costituzionale. A dispetto delle attese su una maratona no-stop in aula, vista la lunga lista di senatori iscritti a parlare, intorno alle 2,30 della scorsa notte, su richiesta di un senatore del Movimento 5 Stelle, si è registrata la mancanza del numero legale e dopo un paio di sospensioni alla fine la presidenza ha disposto la sospensione e la ripresa dei lavori questa mattina.

Naturalmente la pausa nei lavori assembleari ha come conseguenza l’allungamento dei tempi della discussione generale. Poichè l’inizio delle dichiarazioni di voto per l’ultimo via libera di palazzo Madama (il provvedimento poi tornerà alla Camera ad aprile per l’ok finale) è stato stabilito per le 17, si dovrà decidere di spostare in avanti l’avvio della fase finale per la votazione del provvedimento oppure il presidente Grasso, eventualmente previa convocazione di una nuova riunione dei capigruppo, dovrà limitare i tempi dei singoli interventi.

Anche la richiesta della verifica del numero legale nella notte e quella della sospensione della seduta per la ripresa questa mattina, viene letta come un ulteriore tentativo ostruzionistico delle opposizioni, che stanno duramente criticando il metodo, oltre che il merito, della riforma Boschi.

“Noi voteremo sì al ddl di riforme costituzionali, ma questo – hanno fatto sapere i rappresentanti della minoranza Pd Federico Fornaro, Paolo Corsini, Maria Grazia Gatti – non significa un nostro sì immediato e automatico al referendum sulle riforme, che andrà guadagnato con passaggi politici coerenti. Una delle condizioni che poniamo è che si dia pieno compimento al testo approvato, e quindi si dia attuazione alla legge ordinaria” per l’elezione dei nuovi consiglieri senatori. E infatti hanno presentato a palazzo Madama il disegno di legge con le norme per l’elezione del nuovo Senato che garantisce l’elezione diretta da parte dei cittadini dei rappresentanti regionali senatori.

“Quella che è prevista dalla riforma costituzionale non è una elezione semidiretta – ha tenuto a chiarire Corsini – i Consigli regionali si limiteranno a una ratifica delle scelte degli elettori. Ci aspettiamo dunque la giusta attenzione alla nostra proposta di legge, perchè a questa noi abbiamo subordinato il nostro consenso alla riforma stessa. Se non ci sarà l’appoggio alla legge ordinaria, anche il referendum sulla riforma ne avrà un nocumento. Ci attendiamo conseguenze alla nostra scelta. Per noi è uno dei punti qualificanti”.

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