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Martedì 19 gennaio 2016 - 16:20

Ddl riforme torna in aula al Senato, ostruzionismo da opposizioni

Domani centrodestra unito presenta il comitato del no al referendum
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Roma, 19 gen. (askanews) – Il ddl di riforma costituzionale è approdato ancora una volta in aula al Senato, ma senza iol mandato al relatore perchè non è stato concluso l’esame in commissione. Lunga la lista degli iscritti a parlare, 93, tutti dell’opposizione, che si preparano a dare battaglia a suon di ostruzionismo.

All’inizio della seduta a palazzo Madama il senatore Fi, Lucio Malan, ha chiesto di poter concludere la discussione in commissione. Michele Mario Giarrusso del M5S, commentando il rifiuto in tal senso del presidente Pietro Grasso, ha dichiarato che “qui non è solo la maggioranza a comprimere la democrazia”. Sulla decisione della conferenza dei capigruppo di procedere comunque domani alle 17 con le dichiarazioni di voto, la presidente dei senatori Sel, Loredana De Petris, ha sottolineato: “Qui non si tratta di contingentamento ma è molto di più. Questa è una tagliola, che non taglia però gli emendamenti, ma taglia la parola”.

Grasso ha sottolineato che sarà rigorosamente rispettato l’ordine degli iscritti che, se non presenti in aula, perderanno il diritto a parlare, se non al posto di un altro senatore diposto a cedere il proprio posto. Per il momento l’approccio di Grasso è ancora molto soft. Tutto dipenderà dall’andamento della discussione generale, che questa sera potrà continuare senza limiti di tempo, ma che se dovesse prolungarsi eccessivamente potrebbe anche indurre a procedere con il contingentamento dei tempi, decisione da prendere nell’ambito di una conferenza dei capigruppo.

Domani, intanto, i gruppi parlamentari di Camera e Senato di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, terranno una conferenza stampa per presentare il Comitato per il ‘No’ delle opposizioni di centrodestra unite in vista del referendum confermativo sul cosiddetto ddl Boschi. Verranno inoltre presentati i due presidenti del Comitato per il ‘No’ – Annibale Marini e Alfonso Quaranta, presidenti emeriti della Corte costituzionale – e i costituzionalisti, giuristi e professori che hanno aderito a questa iniziativa.

Il Comitato per il ‘No’ delle opposizioni di centrodestra unite chiederà da subito, all’indomani dell’approvazione definitiva della riforma costituzionale da parte del Parlamento, il referendum confermativo così come previsto dall’articolo 138 della nostra Carta fondamentale. Il Comitato ritiene che il referendum confermativo debba svolgersi nel mese di ottobre 2016, affinché ci sia un lasso di tempo congruo per una campagna informativa che possa realmente creare un’opinione tra i cittadini chiamati ad esprimersi su un tema così delicato per il futuro della nostra Repubblica. Sarebbe inspiegabile e inaccettabile qualsiasi tentativo di anticipare unilateralmente la consultazione referendaria.

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