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Lunedì 18 gennaio 2016 - 20:52

Cybersecurity,fuoco incrociato opposizioni-minoranza Pd:Carrai no

Anche Verdini in disaccordo con Renzi: non può essere affidata al suo miglior amico. Nè so se è competente
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Roma, 18 gen. (askanews) – Il governo Renzi intende affidare la gestione della cybersecurity alla società di Marco Carrai, imprenditore fiorentino e amico del premier? Attorno a questa domanda si concentra con il passare delle ore il dibattito politico: prima è l’opposizione ad attaccare, poi lo stesso Denis Verdini, che con il gruppo Ala sostiene le riforme del governo nel Senato dai numeri non sempre rassicuranti per la maggioranza, Sinistra italiana porta la questione all’attenzione del Parlamento. Infine si muove anche la sinistra dem chiedendo a Renzi di smentire i rumors circolati.

Il gruppo parlamentare di Sinistra Italiana alla Camera coglie l’occasione del question time di mercoledì prossimo per sollecitare una risposta del Governo al Parlamento sulla possibilità ventilata. Roberto Speranza, deputato della minoranza Pd, chiede senza mezzi termini “una smentita di queste ricostruzioni. Non posso neanche immaginare che venga affidato un incarico così delicato al miglior amico del premier. Renzi sa bene quale è la qualità dei servizi segreti nel nostro paese e sono sicuro che per un’istituzione così delicata saprà trovare le risorse giuste dentro e non fuori dagli apparati dello Stato”.

I primi a lanciare il caso erano stati, però, i cinque stelle. In un post sul blog di Beppe Grillo Angelo Tofalo, deputato M5S e componente del Copasir, aveva avvertito: “Stiamo parlando di un’Agenzia che avrà fortissimi poteri e che se dovesse essere messa in mani sbagliate potrebbe sbilanciare irrimediabilmente l’equilibrio democratico del nostro Paese. Il direttore di questa super agenzia sarà Marco Carrai”. Il capogruppo di Fi al Senato Paolo Romani ha invece bollato come “grave e pericolosa” una eventuale decisione del governo di affidare “all’imprenditore fiorentino Marco Carrai in base a suoi rapporti di amicizia e non a documentate competenze specifiche” un compito così delicato. Mentre Maurizio Gasparri ha depositato una interrogazione urgente a Renzi affinchè chiarisca al Parlamento la “sconcertante” ipotesi della nomina di Carrai. Che il fiorentino amico di entrambi i protagonisti del caso Denis Verdini ha bollato come un “azzardo”.

“Lo conosco perché è fiorentino ma non saprei dirne pregi né difetti, potrebbe essere – ha detto Verdini di Carrai presentando il libro di Massimo Parisi sul patto del Nazareno- del tutto incompetente”.

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