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Sabato 16 gennaio 2016 - 20:27

Berlusconi apre la campagna di Milano e sale di nuovo sul predellino

Attesa per il nome
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Milano, 16 gen. (askanews) – Con i gazebo di #RialzatiMilano nei quartieri popolari di Baggio e Lorenteggio, Silvio Berlusconi ha ufficialmente aperto la campagna elettorale di FI per le comunali del 2016. E lo ha fatto con un gesto che gli ha portato fortuna: il saluto della folla dal predellino della sua auto. Solo che a differenza di fine 2007, quando annunciò in Piazza San Babila davanti a migliaia di persone la nascita del Pdl, questa volta ad omaggiarlo c’erano non più di 300 sostenitori. Alla vigilia le attese erano per un possibile annuncio del candidato sindaco di Milano, ma Berlusconi ha preferito prendere ancora tempo, in attesa di capire chi “sarà il candidato del centrosinistra” fra Beppe Sala, Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino, dopo le primarie del 7 febbraio. E in ogni caso, ha aggiunto Berlusconi, “dobbiamo sentire ancora tutti gli altri (gli alleati della coalizione di centrodestra – ndr) e valutare i sondaggi”. Quel che è certo è che non sarà Paolo Del Debbio, uno dei primi nomi circolati insieme a quello del direttore del Giornale Alessandro Sallusti, che però aveva già pubblicamente rinunciato alla candidatura.
Nei due comizi, in realtà Berlusconi ha toccato pochi temi relativi a Milano: si è limitato a dire che il sindaco sarà una figura “capace di operare nell’interesse dei cittadini, concreta e generosa” e che al centro del programma di Forza Italia ci saranno la gestione delle periferie (da dove è iniziata la campagna elettorale), il problema degli immigrati e la questione, strettamente collegata secondo Berlusconi, della sicurezza. A riguardo il leader di Forza Italia ha denunciato un aumento dei furti nelle abitazioni, dato smentito dal bilancio annuale presentato dalla Questura di Milano a fine 2015 (-10%). Diverse invece le critiche rivolte alla giunta Pisapia colpevole, secondo Berlusconi, di aver abbandonato le periferie al degrado, di non aver saputo gestire l’emergenza immigrazione e di essersi intestata molti meriti non suoi, come Expo, i nuovi quartieri come Porta Nuova e la nuova linea della metro M5.
Molti invece i temi di interesse nazionale toccati dall’ex premier. A cominciare dall’obiettivo della coalizione di centrodestra di “superare il 40% e di governare il paese” alle prossime elezioni, grazie al contributo della Lega e di Fratelli d’Italia che secondo Berlusconi dovrebbero superare il 20%. Così come Forza Italia, oggi all’11%, ma che grazie al sostegno del proprio presidente, pronto a impegnarsi con tutte le proprio energie, dovrebbe riportarsi sopra al 20%. Come accaduto nel 2013, quando, ha ricordato Berlusconi, “in appena 20 giorni di campagna elettorale ho fatto recuperare al partito oltre 10 punti”. Del resto oggi senza la sua guida lo scenario sarebbe catastrofico: “Se questo vecchietto – ha detto – andasse in vacanza FI sarebbe al 4-6%”. Fra i bacini elettorali su cui punta Berlusconi ci sono gli astenuti della scorsa tornata elettorale, circa 26 milioni di persone, che secondo l’ex Cavaliere si convinceranno a votare FI una volta concluso il radicale processo di rinnovamento del partito, coordinato da “una squadra di saggi come nel ’94”. Squadra che vigilerà sulla formazione di forze nuove e giovani, che nulla avranno in comune con “i politici di professione o con i tecnici”.
Altro target elettorale su cui FI intende puntare è il mondo del web: “Ci sono 35 milioni di persone sulle piazze di internet che vogliamo raggiungere; io sono di un’altra generazione e ho delle difficoltà con internet, ma sto studiando e me lo devo far piacere”. Altro tema nazionale toccato è stato quella relativo al ddl Cirinnà: secondo Berlusconi quelli delle unioni civili “sono diritti fondamentali e hanno il nostro indiscutibile sostegno”, del resto “l’amore è cieco”. Ma il ddl Cirinnà “ha troppi punti che non fanno il bene neppure delle coppie di fatto. Noi abbiamo preparato una nuova legge che presenteremo anche ai molti del Pd che non sono d’accordo sulla Cirinnà, e sono più di una trentina”.
Infine non è mancato l’attacco al premier Matteo Renzi e al Governo. Dopo il classico repertorio sul terzo governo consecutivo non eletto con gravo danno alla democrazia, Berlusconi ha fatto riferimento alla recente polemica fra Renzi e il presidente della Commissione Ue Jean Claude Junker sull’attendibilità dei bilanci del nostro paese: “In Europa non siamo considerati perchè sanno che Renzi non il rappresentante legittimo dell’Italia”.
Lzp
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