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Giovedì 14 gennaio 2016 - 15:28

Unioni civili, documento 37 deputati Pd: no a stepchild adoption

I promotori: è contributo a unità partito. Serve mediazione
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Roma, 14 gen. (askanews) – Un documento condiviso da 37 deputati del Pd sulle unioni civili chiede di modificare alcuni aspetti del ddl Cirinnà in discussione al Senato. Tra questi la stepchild adoption.

“Condividiamo la necessità di intervenire e l’impostazione del ddl ma su alcuni punti serve uno sforzo ulteriore per trovare un’unità più larga possibile”, ha spiegato Alfredo Bazoli durante una conferenza stampa a Montecitorio illustrando i tre aspetti “su cui chiediamo un supplemento di riflessione: il primo è sui diritti e doveri delle coppie omosessuali. Nel testo attuale è fatta in maniera pressochè pedissequa con il rinvio alle norme del codice civile sul matrimonio, il che produce effetti contraddittori o ambigui. Per essere coerenti con l’idea dell’istituto autonomo rispetto al matrimonio occorre non ricalcare diritti e doveri per il matrimonio omosessuale. Questo non comporta un prezzo politico”.

Il secondo punto è “il riferimento all’articolo 2 della Costituzione come cardine delle unioni civili e infine sulla stepchild adoption abbiamo alcune perplessità e riserve – ha detto ancora Bazoli – e chiediamo o lo stralcio dell’articolo 5, da rinviare ad una rivisitazione complessiva degli istituti paragenitoriali che necessitano di un tagliando, oppure che si faccia uno sforzo per rendere la norma più rigorosa possibile e evitare che, anche indirettamente, si legittimino o incentivino comportamenti antigiuridici nel nostro sistema”, ossia l’utero in affitto.

“Con questo documento – spiegano i proponenti – ci proponiamo di offrire un contributo alla discussione in corso. Noi abbiamo a cuore l’unità Pd e riteniamo che su argomenti su cui si registrano posizioni divergenti si trovi una sintesi più alta e migliore possibile”.

“L’iniziativa – è stato spiegato – è stata assunta senza voler interferire con il Senato ma poichè la decisione Pd è stata quella di fare in modo che il testo che uscirà dal Senato verrà blindato alla Camera o noi interveniamo adesso, in questa fase, oppure ci consegnavamo al silenzio e all’irrivlenaza. E’ vero che c’è la bicameralina che sta lavorando ma questa iniziaitva è in linea con la bicameralina”.

Ernesto Preziosi ha chiarito che “questa componente è trasversale, non è composta solo di cattolici, non c’è una posizione marcata dei cattolici e infatti non c’è nessun riferimento confessionale” nel documento.

Infine Bazoli ha assicurato che “Renzi non ha dato nessun avallo a questa iniziativa. E’ tutta parlamentare”.

(segue)

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