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Mercoledì 13 gennaio 2016 - 17:57

Per unioni civili rinvio con polemica in Senato, riunioni Fi e Pd

Si continua a mediare, testo in aula il 28. Cei: sì legge ma no adozioni
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Roma, 13 gen. (askanews) – Slittano le unioni civili in aula al Senato. Previste nell’agenda dei lavori per martedì 26 gennaio, lasciano il posto alla discussione e al voto sulla mozione di sfiducia di Fi e Lega Nord al governo in relazione alla vicenda banche. Per il momento l’approdo del ddl Cirinnà all’esame dell’assemblea è rinviato al 28 gennaio.

Polemiche le opposizioni. “Le unioni civili per ora sono state spostate per l’esame al 28 gennaio. Ma poi chissà. State certi che spunterà qualche altra cosa”, ha detto la presidente dei senatori Sel, Lorendana De Petris, denunciando la “grave forzatura” della maggioranza che ha inserito nel calendario il ddl Boschi sulle riforme costituzionali per martedì 19, con il conseguente slittamento del rinnovo delle presidenze delle commissioni al 21 gennaio e il ddl sulle unioni civili al 28. Le ha fatto eco la collega Petraglia: “E’ evidente che l’impedimento è dovuto dalle trattative in corso nella stessa maggioranza per modificare in peggio il testo del ddl Cirinnà”.

Prosegue, dunque, il tentativo di mediazione sui nodi del ddl, a cominciare da quello della stepchild adoption, che consente l’adozione del figlio biologico del partner. Norma contro invisa ai cattolici dem e ai centristi di Area popolare.

Stasera, intanto, Silvio Berlusconi riunirà i parlamentari di Fi per decidere il da farsi: il partito è diviso e proprio ieri Daniela Santanché aveva chiesto al leader azzurro di tornare sulla decisione di lasciare libertà di coscienza. L’idea per uscire fuori dall’impasse – viene spiegato – potrebbe essere quella di dare un guidizio negativo sul ddl Cirinnà lasciando tuttavia ai singoli la facoltà di esprimersi secondo coscienza. Prevista anche una riunione di deputati e senatori verdiniani.

Dalla prossima settimana, il 19 e il 26, si riuniranno i senatori del Pd per concordare la linea da portare in aula, cercando l’accordo con quella parte dei dem che non vuole sentire parlare di alcune delle norme contenute nel ddl.

Ad animare il dibattito sulle unioni civili, poi, anche la posizione del segretario della Cei, monsignor Galantino. Su questi temi, ha spiegato il rappresentante dei vescovi, “tra i cattolici ci sono posizioni diverse, ma nessuno di noi auspica una legge che, per garantire i diritti dei singoli e per rispondere a situazioni reali, rischia di stravolgere la realtà. E la realtà è quella di una società italiana che può e vuole contare sul bene inestimabile della famiglia composta da un padre, una madre e dei figli. Certo, la stessa società registra al suo interno anche la presenza crescente di unioni di segno diverso. Lo Stato ha il dovere di dare risposte a tutti, nel rispetto del bene comune prima e più che del bene dei singoli individui”.

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