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Martedì 12 gennaio 2016 - 20:41

M5s espelle Capuozzo, direttorio si difende: ignoravamo ricatti

Controffensiva a Pd. Sindaco e consiglieri Quarto non si dimettono
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Roma, 12 gen. (askanews) – Da un lato la difesa, con la decisione di espellere Rosa Capuozzo dal Movimento, la diretta video su Facebook in cui parte del direttorio assicura di non essere stato a conoscenza dei ricatti subiti dal sindaco di Quarto e la pubblicazione sui social network delle conversazioni Whatsapp che i giornali avrebbero strumentalizzato, accusando Luigi Di Maio e Roberto Fico del contrario. Dall’altro l’attacco, “la controffensiva”, come la chiama Alessandro Di Battista. Mediatica, innanzitutto, con ospitate tv a partire da subito e poi post al vetriolo con un unico bersaglio: il Pd che ha “decine di sindaci coinvolti, inquisiti, indagati”. E’ la strategia M5s sul caso Quarto, nel giorno in cui diversi quotidiani pubblicano stralci di intercettazioni che dimostrerebbero come i due esponenti campani del direttorio, Di Maio e Fico, fossero a conoscenza dei ricatti subìti dal sindaco da parte dell’ex assessore Giovanni De Robbio, indagato anche per i suoi legami con la camorra.

Capuozzo intanto ufficializza la sua decisione di non lasciare la poltrona di primo cittadino. Con lei tutti i consiglieri comunali M5s verso i quali si attendono gli stessi provvedimenti che hanno raggiunto il sindaco, resi noti sul blog di Beppe Grillo con un post alle 9.45 del mattino. Due ore e mezza dopo Fico e Di Maio in una diretta streaming di poco meno di dieci minuti su Facebook assicurano: “Non abbiamo mai saputo di nessun ricatto, di nessuna minaccia, di nessuno scambio o minacce per ottenere qualcosa. Sono cose di cui eravamo all’oscuro completamente perché è chiaro che se lo avessimo saputo avremmo optato per una denuncia. Chi sta dicendo che sapevamo della minaccia sta dicendo una falsità e sarà querelato”.

Con loro c’è il romano Di Battista che introduce e chiude la diretta riconoscendo che il voto M5s a Quarto è stato inquinato e questo è inaccettabile, spiegando che il Movimento ha saputo dei ricatti dalle intercettazioni perché la Capuozzo non gliene aveva mai parlato e annunciando una controffensiva mediatica e nei comuni in cui ci sono esponenti del Pd coinvolti in inchieste giudiziarie. Più tardi, nel pomeriggio, sul blog ne verrà pubblicato un primo elenco, “numeri degni di un’organizzazione criminale”. Il titolo del post – “Il Pd ha il monopolio immorale” – fa il verso alle dichiarazioni del premier Matteo Renzi che di mattina aveva spiegato che “M5s non ha il monopolio della morale” spiegando come la Capuozzo, a suo parere, non dovesse dimettersi.

La difesa dei vertici M5s continuerà in televisione. Al Pd che lamenta che saranno senza contraddittorio, Di Battista risponde che “i giornalisti che stasera ci intervisteranno, vedrete, faranno contraddittorio”. Se basteranno l’espulsione della Capuozzo, l’autodifesa del direttorio e la controffensiva mediatica a mettere ordine nel caos che ha travolto M5s si vedrà nei prossimi giorni. Intanto gli animi tra la base e gli eletti sono ancora in subbuglio. I commenti sotto il post che annuncia l’espulsione fotografano militanti smarriti (“Francamente non ci si raccapezza più, tornando ad un mese fa qui sul blog ci si vantava che De Robbio era stato espulso prima che scoppiasse lo scandalo…oggi dite che non sapevamo nulla dei ricatti”), gente che chiede a Grillo di andare in tv di persona a chiarire tutto e chi plaude invece alla decisione dell’espulsione. Non va meglio tra i senatori che questa mattina si sono riuniti in assemblea a Palazzo Madama e più di uno ha criticato la gestione dall’alto della vicenda.

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