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Mercoledì 6 gennaio 2016 - 13:45

Grasso ricorda Piersanti Mattarella: spari non fermarono riscossa

Contro mafia "lentamente Palermo e l'Italia reagirono con impegno"
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Roma, 6 gen. (askanews) – “A Palermo, come ogni anno per ricordare Piersanti Mattarella, ucciso il giorno della befana del 1980. I miei ricordi di quel drammatico evento sono intatti anche a distanza di molto tempo: la notizia sentita per caso al tg, la corsa sul luogo dell’assassinio come magistrato di turno per quella che sarebbe diventata la mia prima grande inchiesta di mafia, gli sguardi pieni di dolore e smarrimento di chi si trovava lì, in Via della Libertà”. E’ quanto scrive su Facebook il presidente del Senato, Pietro Grasso, che aggiunge: “Nella confusione di quelle ore una cosa fu subito chiara. Colpire Piersanti Mattarella significava mirare al cuore e alla mente di un movimento che stava rivoluzionando la Sicilia dalle fondamenta. ‘Cosa nostra’ rallentò a colpi di arma da fuoco il cambiamento che in tanti desideravano, ma non poté fermarlo per sempre. Lentamente Palermo e l’Italia reagirono con impegno, fatica e il sacrificio di molti uomini straordinari”.

“Il fratello di Piersanti, che conobbi proprio in quella drammatica circostanza, è oggi il nostro Presidente della Repubblica. Dobbiamo essere tutti orgogliosi della riscossa morale di Palermo, della Sicilia e dell’Italia intera ma soprattutto continuare nella mobilitazione di energie, risorse e speranze per costruire il Paese che Piersanti avrebbe voluto”, conclude Grasso.

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