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Giovedì 31 dicembre 2015 - 08:38

Renzi: sul referendum costituzionale mi gioco il posto

"Non si resta al comando se i risultati non arrivano"
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Roma, 31 dic. (askanews) – “Sulla Costituzione sono pronto a giocarmi il posto”. Lo ribadisce in una intervista a “Il Mattino” il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che già nella conferenza stampa di fine anno aveva detto che in caso di sconfitta al referendum considererebbe fallita la sua esperienza politica.

“Ho la consapevolezza – dice Renzi – di aver promosso nel Paese cambiamenti inediti. Nel 2015 abbiamo fatto la legge elettorale, abbiamo eletto il Presidente della Repubblica, cosa che sembrava impossibile per come è avvenuta, abbiamo rimesso in piedi un Paese che era fermo da anni, abbiano invertito il declino dell’occupazione. Abbiamo dimostrato che le cose in Italia si possono fare. È chiaro che questo percorso ha bisogno di una conferma democratica, prima delle elezioni del 2018. E tale conferma non potrà essere che il referendum: che riguarda sì la Costituzione e non Matteo Renzi, ma è tuttavia il progetto più importante che il mio governo ha messo in campo. Una grande, grande, grande riforma del Paese. Credo che lo vinceremo, ma devo anche essere pronto a ogni evenienza. Siccome credo che non si faccia politica per sempre, e io ho in testa di fare politica al massimo per un altro mandato, so bene che la leadership ha senso se puoi ottenere risultati concreti. Non si resta al comando se i risultati non arrivano. Quindi il referendum è il passaggio chiave anche della mia esperienza politica”.

Invece Renzi non attribuisce una valenza nazionale alle elezioni amministrative di primavera (“Sono importanti per le città”) ed esclude ricadute sull’esecutivo in caso di sconfitta. “Vorrei ricordare – afferma il premier – che il candidato del Pd perse le primarie a Milano cinque anni fa, poi la coalizione vinse con Pisapia. Un altro candidato del Pd ha perso a Napoli. A Roma il Pd ha vinto, ma sappiamo come è andata a finire. Quindi non partiamo da risultati strepitosi e ci vuole uno scatto. Detto questo, mentre sul referendum gli italiani votano per scegliere il futuro della democrazia, alle amministrative si va per eleggere un sindaco, quello che deve riparare le buche,mettere a posto i conti del Comune, gestire bene le partecipate. Insomma il referendum sarà una cosa diversa, o no? Sulla Costituzione sono pronto a giocarmi il posto. Sulle elezioni di Napoli se logiocano De Magistris e i suoi numerosi sfidanti”.

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