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Martedì 29 dicembre 2015 - 09:44

Fucksia espulsa accusa: nel M5S quattro sciamannati al potere

"Opposizione fittizia, morbida. E il Jobs act è il futuro"
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Roma, 29 dic. (askanews) – “Si poteva parlare del fatto che sono una pensatrice libera, che per qualcuno non sono dei 5 stelle, ma non mettermi in croce per le rendicontazioni: questa è una banalizzazione disdicevole”. Così, in una intervista al corriere della sera, la senatrice Serenella Fucksia commenta la sua espulsione dal gruppo M5S, proposta dal blog Beppegrillo.it e votata on line con oltre il 92 per cento di sì. Un risultato non sorprendente, osserva, “non poteva essere diversamente: è come chiedere a delle persone di che colore è il cavallo bianco di Napoleone”.

Un episodio “vergognoso, pretestuoso. Ho ritardato nelle rendicontazioni – spiega – come tanti. Pochi erano in regola prima, c’è anche chi ha rendicontato alla vigilia di Natale”. In un’altra intervista, al quotidiano la Repubblica, accusa: “Non c’è stato neanche un processo kafkiano, nessuno ha ascoltato la mia versione. Sono dei miserabili, dei poveretti e l’M5S non ne esce bene: fa prevalere il lato oscuro della forza per conservare il potere di quattro sciamannati”. A giudizio della parlamentare, nel M5S “ci sono persone fantastiche cui plaudo, ma ci sono molti incapaci attaccati a questa cosa che a tutti noi è arrivata senza merito. Alcuni sembrano in gita scolastica. Non si rendono conto che essere parlamentare non significa servire pizze o fare incontri sul nulla. Non capiscono che è assurdo che una commessa si metta a discettare di tematiche ambientali o che un giardiniere si occupi di sanità”. In ogni caso, “la rigidità serve solo a consolidare il potere di persone incompetenti e arroganti che non hanno neanche finito gli studi”.

Politicamente, ricorda Fucksia, il dissenso “più forte è stato sul jobs act. Mi sono astenuta perché c’era la fiducia, altrimenti avrei votato a favore. Penso che il contratto a tutele crescenti sia il futuro e che in Italia – che non è l’Alaska – più che al reddito di cittadinanza serva pensare al lavoro di cittadinanza”. Quanto al suo recente elogio della ministra Maria Elena Boschi, sfiduciata dal M5S, “ero a casa – racconta, stavolta sul Corriere – e ho guardato il video del suo intervento. La ministro ha risposto nel merito. Piuttosto bisognerebbe farsi alcune domande. Perché il Movimento ha deciso di fare una mozione contro Maria Elena Boschi e non contro il governo? Perché farla alla Camera e non al Senato dove i numeri sono diversi? Insomma, perché fare una opposizione così fittizia, morbida? A pensare male forse perché tra poco si devono rinnovare alcune cariche a Palazzo Madama?”.

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