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Domenica 27 dicembre 2015 - 12:05

Renzi: economia torna su, tasse vanno giù

"Pil con segno più, Italia fuori dalle secche"
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Roma, 27 dic. (askanews) – “Un anno fa si diceva a mezza voce che non avremmo mai eliminato la componente costo del lavoro dall’Irap e che sarebbe stato impossibile ottenere la copertura per gli 80 euro. Adesso non solo abbiamo confermato queste voci di bilancio, ma abbiamo anche eliminato le tasse sulla prima casa, le tasse agricole e gli 80 euro sono anche per tutte le forze dell’ordine. L’economia torna su, le tasse vanno giù”. Lo scrive il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in una e-news in cui traccia un bilancio del 2015.

“Anno – scrive – che ha visto l’approvazione di leggi attese da molto tempo. E spesso passate sotto silenzio. Dall’articolo 18 alla legge elettorale, dalla tassa sulla prima casa all’Expo, dalla flessibilità al bicameralismo paritario, ci sono alcuni argomenti di cui i politici prima di noi hanno parlato per anni senza realizzare granché. Noi ne abbiamo parlato poco. Ma adesso non se ne parla più o quasi”.

Dal punto di vista economico, ricorda ancora il premier, “un anno fa il Pil dell’Italia aveva il segno meno per il terzo anno consecutivo (2012 -2,3%; 2013 -1,9; 2014 -0,4). Quest’anno abbiamo cambiato verso: segno più. Più 0,8%. Un anno fa dicevano che non avremmo mai realizzato il JobsAct. Quest’anno il JobsAct è legge. La disoccupazione è scesa dal 13,2% all’11,5 (ancora alta, ma in discesa, finalmente). E ci sono oltre trecentomila occupati in più. Molti sono contratti a tutela crescente. Non è un caso se i mutui sono cresciuti in questo anno del 94%!”.

“Quest’anno – conclude il premier – abbiamo messo mano a tantissimi dossier che erano impantanati da anni.Questo non significa che abbiamo fatto tutto bene o che non c’è altro da fare. Anzi. Siamo ancora in pista per i diritti civili (ius soli, civil partnership, servizio civile e terzo settore), per i decreti legislativi di attuazione alla riforme della Pubblica Amministrazione e della Scuole, per le misure di sostegno al credito. Ma la verità è che l’Italia non è più incagliata nelle secche, che la svolta in questo 2015 c’è stata (lo abbiamo visto fin dai primi giorni con l’elezione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, splendidamente realizzata dallo stesso Parlamento che aveva fallito l’obiettivo due anni prima). E che c’è tanta fame di Italia nel mondo. Dovremo rendere sempre più semplice questo nostro bellissimo Paese. E vedrete che a quel punto non ce ne sarà per nessuno”.

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