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Lunedì 30 novembre 2015 - 15:59

Clima, Renzi: accordo difficile ma è fondamentale trovarlo

"Cerchiamo buon equilibrio. Da impegni nessun rischio Pil Italia"
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Roma, 30 nov. (askanews) – Quella che si sta giocando a Parigi alla conferenza sul clima “è una partita molto difficile, e a pranzo c’è stato un momento di confronto anche acceso su questo.Non sarà facile arrivare ad un accordo ma è una condizione fondamentale. L’accordo va trovato” e deve essere “il più vincolante possibile, altrimenti rischia di essere un impegno scritto sulla sabbia”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi, parlando con i giornalisti a margine dei lavori dela conferenza.

“Nel 2009 Copenaghen fu un mezzo fallimento, stavolta mi sembrano tutti ben ispirati, vedremo nei prossimi giorni ai tavoli tecnici cosa succederà cercando di portare un buon equilibrio e un buon risultato”, ha spiegato il premier, ricordando che “la Ue vale il 10% delle emissioni globali”, e dunque “serve un investimento di tutto il mondo” e “in particolare dei Paesi in via di sviluppo”.

Renzi non teme ripercussioni negative sulla crescita del Pil a seguito degli accordi sul contenimento delle emissioni che potrebbero essere raggiunti a Parigi, anzi “esattamente il contrario”. L’Italia, rivendica il presidente del Consiglio, “ha già preso i propri impegni, e già sta andando nella giusta direzione. Già stiamo facendo quegli sforzi che fanno dell’Italia un leader in questo settore e non abbiamo nulla da temere: confermo che il Pil andrà a crescere e non a rallentare”.

Piuttosto, aggiunge Renzi, “sono preoccupato per la tenuta del pianeta, per un equilibrio che il mondo rischia di non avere se tutti non rispetteranno” gli obiettivi. Dunque “è fondamentale un accordo” a Parigi “ma non ho alcun timore per il Pil, anzi”.

“Gli italiani – rimarca – devono essere orgogliosi e fieri del lavoro che stanno facendo aziende, imprenditori, politici e associazioni italiane. Stiamo facendo la nostra parte. Il problema è che non tutti a livello mondiale stanno facendo questi sforzi e dobbiamo forzare in questa direzione”.

“Siamo in una fase in cui l’Italia torna ad essere protagonista in tanti settori e anche in questo. Davvero abbiamo la leadership in questi settori, nella green economy, con aziende che si pongono obiettivi sfidanti e li raggiungono”.

Il premier chiede di “uscire dalla retorica per cui l’Italia non fa abbastanza” sull’ambiente. “Dal ’90 ad oggi abbiamo ridotto le emissioni del 23%, abbiamo un piano di investimenti da 4 miliardi di dollari da qui al 2020, le aziende italiane a partire da Eni ed Enel sono in prima fila, siamo leader nella geotermia, tra i leader su solare e biomasse: insomma abbiamo molto da dire e da dare su questo settore”. E “con le risorse messe in campo arriveremo a raggiungere gli obiettivi europei”.

Ma “è importante quello che fanno gli altri, soprattuto i Paesi in via di sviluppo”, e raggiungere un accordo “il più vincolante possibile” a Parigi, obiettivo per il quale “sono ottimista ma so anche che sarà lunga”.

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