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Lunedì 23 novembre 2015 - 10:53

Perchè l’hashtag #notinmyname non sfonda sui social

IlSocialPolitico.it: su Twitter l'Islam moderato non fa rumore
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Roma, 23 nov. (askanews) – La manifestazione #notinmyname, organizzata dalle associazioni dei musulmani italiani, non sfonda sui social network. Questo nonostante la copertura media, soprattutto televisiva, anche nei giorni precedenti sia stata molto ampia. E’ l’analisi di IlSocialPolitico.it, primo “social magazine” che indaga sull’attività 2.0 di politica, istituzioni, influencer e fenomeni sociali. Se si prova poi “a paragonare l’impatto della propaganda dell’Isis sui social network con la risposta data dall’islam moderato il confronto è impietoso”, evidenzia IlSocialPolitico.it.
Il risultato dell’analisi non lascia margine di dubbio. L’hashtag #notinmyname, associata ai cortei, ha viaggiato a una media di circa 408 tweet l’ora. Un risultato comunque buono ma ottenuto soprattutto grazie ai contenuti postati all’estero e quindi non direttamente collegabili alle manifestazioni andate in scena sabato nel nostro Paese.
In Italia l’argomento #notinmyname alla fine della giornata disabato è risultato infatti solo il 14esimo #hashtag più twittatonel nostro paese. Un risultato assai modesto, tenendo conto chesu Twitter si è parlato più del “clasico” tra Real Madrid eBarcellona (13esimo argomento) piuttosto che della manifestazionedi Roma.
A questo va aggiunto che anche i profili ufficiali delleassociazioni organizzatrici della manifestazione “sono statimolto tiepidi nella comunicazione, ottenendo un livello dicoinvolgimento tra i propri follower davvero basso”.
“L’Ucoii addirittura non ha aggiornato il suo accont Twitter permandare un messaggio di solidarietà alla manifestazione o allevittime della strage di Parigi, restando fermo al 28 ottobre. SuFacebook l’Ucoii ha scritto vari post sulla manifestazione disabato e di cordoglio per le vittime degli attentati di Parigi,senza però mai ottenere più di una ottantina di “mi piace” “,sottolinea IlSocialPolitico.it. Stesso discorso vale per l’altraassociazione organizzatrice, la Coreis, “che ha solo un profiloFacebook che però non viene aggiornato dal 5 novembre”.
Le parole chiave più citate nei singoli tweet su #notinmynamesono state “excuse” (scuse) e “faith” (fede)”. Tutti tag nonitaliani che testimoniano la non viralità del topic. Del restol’hashtag in questione non è stato creato ad hoc per l’evento disabato ma subito dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre. “Ilfatto che nessuna parola italiana sia riuscita a far breccia neltopic, nonostante quasi tutti i principali influencer italiani(Repubblica, Skytg24, il Corriere della Sera) abbiano twettatosull’argomento, testimonia il fallimento dell’iniziativa”,sentenzia il social magazine.
Gbt
Aer

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