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Sabato 21 novembre 2015 - 16:59

Renzi: più controlli contro terrorismo, non frontiere blindate

Attenzione alle periferie, taggare i potenziali attentatori
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Venaria Reale (To), 21 nov. (askanews) – Blindare le frontiereesterne dell’Unione europea non basta perché il terrorismoislamista parte dalle nostre periferie. Ne è convinto MatteoRenzi che, dal palco della reggia di Venaria Reale, propriomentre a Bruxelles è in vigore un “coprifuoco” come non accadevain Europa da 60 anni, ha ribadito l’importanza di riqualificarele aree urbane più degradate, ma soprattutto sottolineato ilruolo determinate delle nuove tecnologie anche in questo campo.

“Io sono per fare più controlli, per essere più operativo, peravere un sistema informatizzato, con un sistema dicentralizzazione delle immagini, per il riconoscimento facciale.Sono per mettere in comune tutte le banche dati, per far sì cheogni telecamera sia a disposizione della forza pubblica”, hadetto il presidente del Consiglio in occasione del primo ItalianDigital Day.

“Io sono per taggare i potenziali soggetti. Ciascuno di noilascia delle tracce. Parliamone, non credo che sia un agguatoalla privacy dire che si devono taggare queste persone, macontemporaneamente non cediamo a un racconto stereotipato ebanale. Ciò che è accaduto è accaduto partendo dalle nostreperiferie. Allora abbiamo bisogno di fare più investimenti sullasicurezza, cyber security e cyber technology, econtemporaneamente abbiamo bisogno di più scuole e di piùvalori”, ha proseguito Renzi parlando ai ‘Digital champions’d’Italia.

Una strategia, quella di Palazzo Chigi, che da un lato guarda alrafforzamento della prevenzione degli attentati, grazieall’effetto moltiplicatore della tecnologia digitale, dall’altropunta su strumenti tradizionali di riqualificazione urbana:”Abbiamo bisogno di più luoghi in periferia dove poter tornare ad avere impianti sportivi di qualità, associazioni di volontariato che siano rese forti, abbiamo bisogno di essere l’Italia. Abbiamo bisogno di credere nella cultura e nel domani”.

Un invito all’ottimismo non facile da far passare, ha ammesso lostesso Renzi, nel momento in cui, a Bruxelles come a Parigi, “èin corso un attacco evidente alla nostra identità”. Ma iterroristi, ha concluso il premier, “vanno a prendere i luoghidella normalità” e cambiare abitudini sarebbe come darglielavinta: “Provano a ucciderti e se non ci riescono provano a fartivivere nel terrore. Noi non sottovalutiamo nulla, ma dobbiamomantenerci social, umani, in grado di esprimere i nostri valoripiù profondi”, ha concluso Renzi prima di lasciare la reggiasabauda.

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