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Giovedì 19 novembre 2015 - 19:27

Ruby ter, Procura Milano chiede il processo per Berlusconi

Forza Italia: è persecuzione, priorità certe toghe è lui anzichè l'antiterrorismo
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Roma, 19 nov. (askanews) – Silvio Berlusconi rinviato a giudizio per corruzione in atti giudiziari nell’ambito del processo Ruby ter: la notizia giunge in tarda mattinata e scatena da subito l’alzata di scudi di Forza Italia. L’ex premier è di nuovo “il perseguitato”, “il nemico di sempre dei pm”, la vittima di una “giustizia ad orologeria” dopo il suo ritorno in campo per un nuovo centro destra.

La Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per Berlusconi e per altre trenta persone nell’ambito del cosiddetto procedimento Ruby ter, nel quale i magistrati accusano l’ex premier di aver pagato 21 ragazze, tra cui Karima el Maroug, in arte Ruby, e altre persone che hanno testimoniato nel processo Ruby in cui Berlusconi è stato assolto. Ora sarà il Gup a decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio o se ritenerla infondata e quindi non avviare nemmeno il processo. Gli stessi magistrati che hanno formulato la richiesta hanno precisato che il Ruby ter è “un fascicolo autonomo” frutto di lunghe indagini e quindi distinto rispetto al processo passato e e che comunque “nella sentenza passata in giudicato che ha assolto Silvio Berlusconi, la Cassazione ha affermato che è stata provata oltre ogni ragionevole dubbio l’esistenza di un sistema prostitutivo ad Arcore”.

Intanto, in attesa della decisione del Gup e in qualche caso appellandosi al suo buon senso nel non celebrare un processo “sbagliato”, tutta Forza Italia si erge a difesa del suo fondatore. Il consigliere politico di Berlusconi e governatore della Liguria Giovanni Toti lancia su twitter l’hashtag #stranepriorità: “Nel mondo – osserva – l’emergenza è il terrorismo. Alla Procura di Milano l’urgenza è chiedere ennesimo rinvio a giudizio per Berlusconi”. Il capogruppo del partito alla Camera Renato Brunetta parla di “accusa assurda, marziana, grottesta” e intima: “Stop a questa barbarie, certa magistratura non faccia lotta politica”. Per Daniela Santanchè le “toghe rosse” “sono terrorizzate dal suo consenso. E vogliono sentenziare la morte politica per via giudiziaria”, infatti, spiega Vincenzo Gibiino, “nell’esatto momento in cui il nostro presidente torna in campo a furor di popolo, ecco il bieco fuoco nemico, ad opera di certa magistratura. Un nuovo deprecabile atto di persecuzione”.

L’ex ministro Mariastella Gelmini, infine, certa che “come è stato per il processo Ruby anche in questo caso Berlusconi ne uscirà più forte di prima”, si chiede “chi risarcisce il presidente e l’Italia per tutto quello che abbiamo passato”.

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