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Lunedì 16 novembre 2015 - 21:39

Roma non è Parigi, terrore non evita polemiche in Parlamento

Pd e Ncd chiedono unità, M5s e Lega attaccano Renzi e governo
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Roma, 16 nov. (askanews) – I toni, almeno quelli, sono rimasti entro il livello di guardia, nel senso che non si è arrivati agli insulti. Ma il fronte comune auspicato da Matteo Renzi, alla Camera, oggi non si è visto, quando Angelino Alfano e Paolo Gentiloni hanno riferito ai deputati sull’emergenza terrorismo.Se a Versailles tutto il Parlamento si alzato ad applaudire quando Francois Hollande ha finito di parlare, a Montecitorio i banchi non erano nemmeno pieni, diversi gli scranni vuoti soprattutto tra le file di Fi e Fdi. Di applausi, poi, neanche a parlarne, almeno da parte di Lega e M5s. Anzi, sia i grillini che il Carroccio, durante i rispettivi interventi, hanno attaccato il premier e il governo: “Non siete credibili”, ha detto Giorgio Sorial (M5s), mentre per il leghista Gianluca Pini di questa situazione è “complice” il governo a causa della sua “mollezza” nei confronti degli immigrati.

Gentiloni è stato il primo dei due ministri a riferire, ma il suo auspicio “reagiremo uniti”, appunto, non è stato ascoltato da tutti. Renzi, del resto, da questa estate convoca regolarmente i capigruppo di tutte le forze politiche per far e il punto sul rischi terrorismo, il premier da tempo cerca di creare su questo argomento un clima di unità nazionale. Il concetto lo ha ripetuto anche Ettore Rosato, capogruppo Pd: “La lotta che abbiamo avanti è lunga e difficile. Non rischiamo di dividerci su punti marginali, per una politica di parte, ma lavoriamo insieme perché dobbiamo garantire una risposta ai nostri concittadini”. Invito simile a quello arrivato da Fabrizio Cicchitto, Ncd, che ha proprio citato l’esempio del Parlamento francese, a cominciare da Nicholas Sarkozy e Marine Le Pen.

Nel merito, Rosato fa capire che il Pd non è favorevole a rappresaglie frettolose in Siria: la minaccia dell’Is si contrasta con la diplomazia e con la “pressione militare”, ma questo non significa avallare bombardamenti indiscriminati che facciano vittime civili, né operazioni che portino poi ad una situazione di anarchia come in Libia.

Qualche distinguo comincia ad arrivare con Renato Brunetta, Fi: “Diciamo di sì allo spirito e ai gesti che esprimono unità nazionale”. Questo non impedisce “una critica” al governo: “Unità non vuol dire silenzio della democrazia, ma dialettica e capacità di sintesi. Chiediamo un primo grande fatto di valenza politico-strategica e anche simbolica: che l’Italia proponga in Europa la rinuncia unilaterale alle sanzioni contro la Russia”.

Sel evita di pronunciare la parola “unità”, ma pone sul tavolo alcune questioni, che sono critiche al modo in cui l’occidente ha gestito fin qui la vicenda: “Bisogna disarmare il Medio Oriente e non continuare a trafficare armi con le petromonarchie. E bisogna dire, ministro Gentiloni, qualche parola di più sulla Turchia: mentre si firmava una carta importantissima al G20 qualcuno continuava a bombardare le postazioni curde”. Da spazzare via, poi, “l’illusione di esportare la democrazia sulle ali dei cacciabombardieri”.

Ma, appunto, è con M5s e Lega che l’unità si rompe. “Il governo italiano – dice Sorial – ha il dovere di agire per garantire la sicurezza dei cittadini italiani. Ma finora ha dimostrato di non avere alcuna credibilità”. Per M5s l’Italia deve “revocare le sanzioni nei confronti di Mosca”, “rompere con l’Arabia saudita”, ritirare i militari dall’Afghanistan perché “ogni militare che si trova in una inutile missione all’estero è un uomo in divisa in meno a difesa del nostro territorio e dei nostri cittadini”.

Quindi, il leghista Pini: “Iniziamo a ragionare come sta ragionando la Francia, anche se qui non è successo nulla e non grazie a questo governo”. Solo un passaggio dedicato alla polemica con Angelino Alfano: “Ci fa preoccupare quando il ministro dell’Interno pensa che il nemico sia Salvini e non il terrorismo”. Quindi, l’affondo: “Non abbiamo assolutamente compreso se il governo ha compreso la situazione in cui ci siamo andati a infilare, complice anche la mollezza verso il fenomeno devastante dell’invasione degli immigrati in questo Paese. Ci vogliono leggi speciali”.

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