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Sabato 14 novembre 2015 - 21:33

Renzi fa appello all’unità e rassicura: nessuna minaccia precisa

Riunisce capigruppo a Chigi. La Lega: ci ha delusi, incontro inutile
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Roma, 14 nov. (askanews) – Un appello alla “responsabilità” delle forze politiche davanti a quello che rappresenta “un cambio di passo della minaccia terroristica in Occidente”, “una sfida che durerà anni”, di fronte alla quale “l’opinione pubblica è scossa e deve sentire l’Italia unita”. All’indomani degli attentati che hanno colpito il cuore di Parigi, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, segue in prima persona gli sviluppi della vicenda: riunisce i vertici dell’intelligence a palazzo Chigi alle 9 del mattino e, dopo una breve dichiarazione alla stampa, si reca al Viminale per presiedere il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Nel pomeriggio convoca a Palazzo Chigi i capigruppo di Camera e Senato. All’incontro sono presenti anche i ministri dell’Interno, Angelino Alfano, della Difesa, Roberta Pinotti, degli Esteri, Paolo Gentiloni, i sottosegretari Claudio De Vincenti e Marco Minniti. Il presidente del Consiglio parla di una “vicenda che segna profondamente le coscienze italiane” ma rassicura “gli italiani” dicendo che “non abbiamo minacce circostanziate”. Nonostante ciò, siamo dentro la sfida al terrorismo dell’Isis, “una sfida – si dice convinto il premier – che vinceremo” perché “siamo un Paese forte che ha sconfitto terrorismo interno e stragi di mafia”.

Dentro la biblioteca chigiana tutte le forze poltiche sembrano accogliere l’appello di Renzi all’unità anche se poi, davanti alle telecamere, i leghisti Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio si dicono “delusi e scontenti” perché “non si è parlato di contenuti e interventi”: “Cosa mi ha fatto venire a fare? Per dire all’opinione pubblica che ha visto i capigruppo?”, sbotta Centinaio. Il presidente dei deputati Pd, Ettore Rosato, replica a stretto giro: “Rilevo una discontinuità tra il clima nella riunione e quello davanti alle telecamere”. Per lui la riunione è stata “propositiva, le preoccupazioni sono analoghe in tutte le forze politiche. C’è una sensibilità comune”. Anche nelle parole di Renato Brunetta, capogruppo forzista alla Camera, si registra qualche critica a favor di telecamera: “Renzi ha relativamente rassicurato sulla sicurezza nel nostro paese, rassicurazioni dovute e legittime che però non bastano perché quello che è successo a Parigi poteva succedere a Roma”. Fi chiede una coalizione internazionale con Ue, Usa, Cina, Russia, contro l’Isis sotto l’egida dell’Onu.

Evita invece ogni polemica invece il Movimento 5 Stelle che con il capogruppo alla Camera, Giorgio Sorial, all’uscita di Palazzo Chigi, chiede che “vengano ripristinati sin da subito i tagli che il governo ha fatto al comparto della sicurezza e alle forze dell’ordine perché è chiaro che ogni uomo in divisa deve essere messo in grado di compiere il proprio lavoro e difendere i cittadini”. Raccoglie l’appello di Renzi la sinistra italiana, il presidente dei deputati Arturo Scotto definisce la riunione nella sede del governo “molto utile”, spiega che c’è stata “una riflessione unitaria tra le forze politiche: ora è il momento della responsabilità, occorre evitare strumentalizzazioni come quelle che sono apparse nel corso delle ultime ore a partire da alcune frasi che sanno di sciacallaggio”.

Lunedì pomeriggio i fatti di Parigi approderanno in aula alla Camera dove era già fissata la discussione generale sul decreto di proroga delle missioni internazionali. In quella sede ci sarà sicuramente un intervento del governo (non di Renzi impegnato al G20 in Turchia) e, assicura Rosato, “si troverà il modo di rappresentare l’intendimento comune delle forze politiche”.

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