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Martedì 10 novembre 2015 - 15:09

Mattarella e il Papa a una voce: combattere cancro corruzione

Francesco a Prato e presidente in Indonesia: perseguirlo ovunque
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Roma, 10 nov. (askanews) – Non è la prima volta che intervengono sulla corruzione e che richiamano istituzioni, politici e semplici cittadini a porre un argine a quello che viene definito a ragione come un “cancro” della società. Ma è singolare che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e papa Francesco, distanti migliaia di chilometri l’uno dall’altro – il capo dello Stato in visita di Stato in Indonesia e il Pontefice a Prato – abbiano rilanciato contemporanemente, questa mattina, l’allarme invitando, seppure con accenti diversi, la società ad impegnarsi per sconfiggere questo “male”.

Uno (Mattarella) lo chiama “male”, l’altro (Francesco) lo definisce un “cancro”: di fatto una comunione di termini per uno dei problemi, non solo italiano, del nostro tempo. Una questione mondiale nei confronti della quale però l’Italia sembra comportarsi meglio di altri Paesi, è stata l’opinione del presidente della Repubblica. “Il male c’è ovunque, ho lanciato tante volte l’allarme – ha detto – ma nel nostro Paese è perseguito e scoperto. Cosa – ha aggiunto – che non avviene nel resto del mondo. Da noi non si fa finta di non vedere, si cerca di perseguire la corruzione e questo da’ credibilità al nostro Paese”.

Il papa ha sostenuto dal canto suo che “la vita di ogni comunità esige che si combattano fino in fondo il cancro della corruzione e il veleno dell’illegalità. San Paolo – ha continuato – invita i cristiani a indossare un’armatura particolare, quella di Dio.Dice infatti di rivestirsi delle virtù necessarie per affrontare i nostri nemici reali, che non sono mai gli altri, ma ‘gli spiriti del male’. Al primo posto in quest’armatura ideale compare la verità: ‘attorno ai fianchi la verità’, scrive l’Apostolo (Ef 6,14). Dobbiamo cingerci di verità”.

Secondo Francesco “non si può fondare nulla di buono sulle trame della menzogna e sulla mancanza di trasparenza. Ricercare e scegliere sempre la verità non è facile; è però una decisione vitale, che deve segnare profondamente l’esistenza di ciascuno e anche della società, perché sia più giusta e onesta. La sacralità di ogni essere umano richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno; la vita di ogni comunità esige che si combattano fino in fondo il cancro della corruzione e il veleno dell’illegalità. Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di lottare per la verità”.

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