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Giovedì 5 novembre 2015 - 14:36

Minoranza Pd: no a legge di stabilità del Partito della nazione

Cuperlo e Speranza: nostro spirito è dare una mano ma Parlamento non è passacarte
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Roma, 5 nov. (askanews) – La legge di stabilità va corretta perché non può essere quella del “Partito della nazione”. La minoranza Pd presenta i propri emendamenti alla manovra e lo fa nella sede del partito, per ribadire che si tratta di una battaglia che non prelude a scissioni: “Provo grande amarezza per le uscite – ha detto Roberto Speranza – la scelta giusta penso sia restare nel Pd. Noi ci batteremo con tutte le nostre energie perché questo resti un grande soggetto del centrosinistra”.

La minoranza ha presentato un pacchetto di proposte che toccano il taglio dell’Imu (da riservare solo alle fasce meno abbienti secondo la sinistra Pd), la sanità, gli investimenti pubblici, l’innalzamento della soglia del contante.

In particolare, ha aggiunto Speranza, “quando un partito fa una proposta di legge di Stabilità affronta un momento decisivo della propria esistenza, dici chi sei, con quali occhi guardi al mondo, qual è il tuo profilo. il dibattito è: che legge di Stabilità abbiamo di fronte? E’ la legge di Stabilità del Partito della nazione o del Pd?”. L’ex capogruppo ha precisato: “Il Parlamento non è un passacarte e nessuna legge di Stabilità è mai uscita così com’è entrata. Su alcune scelte si va nella direzione giusta, alcune di queste misure non ci convincono, avvertiamo il profumo di un orizzonte politico che non ci convince, quello del Partito della nazione”.

Gianni Cuperlo ha voluto precisare: “Noi non facciamo il tifo contro il nostro Paese e contro il nostro governo”, la minoranza riconosce i segnali positivi in economia che rivendica Matteo Renzi, “le nostre proposte vanno nel senso e nella direzione di dare una mano, in uno spirito di serenità e allegria. Ma ci sono delle cose che non ci convingono, dalla scelta sulla Tasi o la scelta di elevare la soglia del contante da mille a tremila euro”.

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