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Giovedì 29 ottobre 2015 - 17:50

Scontro nel governo sulle unioni civili, Alfano attacca Orlando

Lotti: sul tema si possono considerare anche nuove maggioranze
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Roma, 29 ott. (askanews) – Nuovo scontro nel governo sulle unioni civili e sulla stepchild adoption. Non è una novità che il Nuovo Centrodestra veda le norme contenute nel ddl Cirinnà come fumo negli occhi ma oggi a far andare su tutte le furie il partito di Angelino Alfano è la presa di posizione del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che, in una intervista a Repubblica, si dice “personalmente favorevole alle adozioni” e chiede una legge “al più presto”: “La Corte di Strasburgo – chiosa – ci impone di tutelare i diritti di una parte dei cittadini e di farlo in fretta”.

“Sono in totale disaccordo con il collega Orlando sul tema delle adozioni”, replica senza mezzi termini Alfano. “Ogni bambino – aggiunge – deve avere un padre e una madre. Con i diritti e soprattutto con i bambini non si scherza”. Ma da Ncd è un fuoco di fila contro il guardasigilli. Interviene praticamente tutto lo stato maggiore del partito. Il presidente dei deputati Maurizio Lupi trova “grave che un ministro serio come Andrea Orlando alimenti confusione su una questione delicata come le adozioni per le coppie omosessuali. Sino a prova contraria le leggi in Italia le fa il Parlamento e non le sentenze di una Corte, fosse anche quella di Strasburgo.Riconoscere le unioni civili è una cosa, trasferire a loro il diritto all’adozione, che invece è un diritto del bambino, è un’altra. La sentenza della Corte di Strasburgo citata dal ministro Orlando nella sua intervista a Repubblica non parla assolutamente di adozioni. E non pone nessun obbligo in tal senso”. Il capogruppo al Senato Renato Schifani ritiene che “il ministro Orlando, in un momento in cui il Senato sta approvando una delicatissima ed ottima legge di Stabilità, avrebbe fatto bene ad evitare di entrare in questo dibattito, visto che le unioni civili rappresentano un tema che divide trasversalmente i partiti della stessa maggioranza al di là dell’opposizione”.

Maurizio Sacconi avverte che “nel caso di approvazione del ddl Cirinnà, si spaccherebbe la società prima ancora della maggioranza”. Ma la contrarietà di Ncd al ddl Cirinnà non sembra preoccupare governo e Pd che sul tema delle unioni civili potrebbero anche accelerare e procedere all’esame in aula subito dopo l’approvazione in prima lettura a Palazzo Madama della legge di stabilità prevista verso la fine di novembre. Il ddl è già in aula, basterebbe chiedere in conferenza dei capigruppo che sia il primo tema subito dopo l’ok alla manovra. “La Legge sulle unioni civili va approvata il prima possibile. È un impegno del Pd e va mantenuto”, conferma il senatore del Pd Francesco Verducci. Il governo in ogni caso si conferma disposto a fare affidamento a maggioranze variabili: “E’ un argomento che può essere considerato. Questa legge è un segno di civiltà ed è giusto che sia trasversale e quindi ciascuno può avere un’opinione”, dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti.

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