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Mercoledì 21 ottobre 2015 - 15:31

Nel Governo si apre il caso Barracciu, M5s chiede le dimissioni

La sottosegretaria Pd rinviata a giudizio. Fi: è il bis di Lupi?
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Roma, 21 ott. (askanews) – Per il governo si riapre il caso di Francesca Barracciu, sottosegretaria ai Beni culturali, rinviata a giudizio dal Gup di Cagliari Lucia Perra. Per Barracciu l’accusa è quella di peculato aggravato nell’ambito di una inchiesta sul presunto uso illecito di fondi dei gruppi del Consiglio regionale della Sardegna. Il processo comincerà il 2 febbraio 2016.

Francesca Barracciu aveva vinto le primarie del centrosinistra per la candidature alla presidenza della Regione Sardegna nel 2013. Candidatura a cui rinunciò su richiesta del Pd guidato da Matteo Renzi proprio a seguito del suo coinvolgimento sull’inchiesta sulle spese pazze in Consiglio regionale. Rinuncia poi compensata nel 2014 con la nomina a Sottosegretario ai Beni Culturali nel governo Renzi: incarico che ne comportò le dimissioni dall’Europarlamento dove siedeva dal 2012 in sostituzione di Rosario Crocetta.

Il Movimento 5 stelle ha rinnovato la richiesta di dimissioni del sottosegretario come già aveva fatto al momento della notizia dell’avviso di garanzia, a marzo 2014, chiedendone conto in aula al Governo in apposito question time. “La ministro Boschi – hanno ricordato i gruppi parlamentari M5s di Camera e Senato – all’epoca rispose: ‘Non è intenzione di questo governo chiedere dimissioni di ministri o sottosegretari sulla base di un avviso di garanzia’. Benissimo, ora che il sottosegretario alla Cultura è stata rinviata a giudizio per il presunto uso illecito di fondi pubblici, quindi soldi di tutti i cittadini – è la richiesta M5s- il governo farebbe bene a trarne le dovute conseguenze e la Barracciu a dimettersi, togliendo l’ennesima onta su questo esecutivo”.

“Noi – afferma Elvira Savino, deputata di Forza Italia – siamo garantisti 365 giorni all’anno, il Pd solo quando gli conviene.Chissà se oggi Renzi è giustizialista o garantista e se chiederà per opportunità politica un passo indietro alla sottosegretaria Pd dei Beni culturali Francesca Barracciu, così come chiese un passo indietro al ministro Lupi che non era neppure indagato”.

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