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Giovedì 15 ottobre 2015 - 20:25

Berlusconi ragiona sulle candidature. Continua il travaglio di Ncd

Asse Quagliariello-Fitto-Tosi. Cantiere sul gruppo unico
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Roma, 15 ott. (askanews) – Ha promesso che sarà presente sul territorio, anche una volta a settimana se serve. Ed è pronto a cominciare il suo tour già dall’8 novembre, in Toscana. Silvio Berlusconi, incontrando ieri a cena i coordinatori regionali, ha voluto ribadire il messaggio consolatorio con cui da un po di giorni sta cercando di tenere assieme le truppe azzurre: “Sono tornato in campo per riportare Forza Italia ad essere il primo partito del Paese”.

Ma l’esigenza è anche quella di individuare qualche personalità spendibile per le prossime amministrative, soprattutto per le grandi sfide di Roma, Milano e Napoli. E, durante l’incontro, sarebbero stati fatti due nomi di ‘papabili’ per la corsa al Campidoglio: quello dell’ex ministro degli Esteri, Franco Frattini e del patron della Lazio, Claudio Lotito. La questione dovrà ovviamente anche passare da un confronto con gli alleati. Ma pare, comunque, che in cima al gradimento del Cavaliere ci sia ancora Alfio Marchini.

Anche ieri Berlusconi ha ribadito che quello amministrativo può essere un test in vista delle politiche, anche se il leader di Forza Italia sta cercando di capire se davvero da palazzo Chigi possa arrivare un’apertura sulle modifiche all’Italicum. “Per noi il premio alla coalizione invece che alla lista – avrebbe ripetuto – è essenziale”.

Il punto, d’altra parte, è che mentre c’è una legge elettorale che impone listoni unici, il centrodestra sembra piuttosto orientato a battere il record mondiale di scissioni nell’arco di una legislatura. Continua infatti anche il travaglio di Ncd: l’addio di Gaetano Quagliariello è ormai dato per scontato. La domanda semmai è: quanti lo seguiranno?

Lo stesso ex coordinatore ha spiegato che più che a Forza Italia il suo sguardo è rivolto a Falvio Tosi e a Raffaele Fitto. Quest’ultimo non ha ancora annunciato la nascita di un gruppo parlamentare alla Camera non avendo raggiunto il tetto dei 20 componenti (sarebbero 12-13). Con Tosi il dialogo è avviato da tempo e l’innesto dei 4 deputati sarebbe a un passo. Tra Quagliariello e Fitto, invece, negli ultimi anni non è corso buon sangue, ma in quanto momento il cantiere sarebbe comunque aperto.

Chi non sembra essere preoccupato da questi movimenti è Matteo Renzi, sebbene Carlo Giovanardi sostenga che a palazzo Madama i centristi scissionisti sarebbero già 10, sufficienti a fare un nuovo gruppo. Dalla sua, d’altra parte, ha l’arma delle presidenze di commissione: due tra i più sensibili sul tema delle unioni civili come Sacconi e Formigoni, d’altra parte, in questo momento guidano rispettivamente le commissioni Lavoro e Agricoltura.

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