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Venerdì 9 ottobre 2015 - 20:07

Sipario su maratona Senato sulle riforme, Renzi: ho i numeri

Martedì disco verde finale, poi torna alla Camera. Nel 2016 nuovo ok Parlamento e poi referendum
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Roma, 9 ott. (askanews) – Riforme/ ##Riforme, chiusa maratona voti ddl Boschi, Renzi: ho i numeriMaggioranza tiene su voti segreti. Martedì il voto finale

Roma, 9 ott. (askanews) – Il Senato conclude con un anticipo didue giorni la maratona di votazioni sul ddl Boschi e Matteo Renzipuò festeggiare per aver dimostrato di avere i numeri necessariper condurre in porto la sua riforma costituzionale.

Il voto finale arriverà solo martedì pomeriggio, come previstoall’inizio della lunga battaglia parlamentare su cui pesavano ben85 milioni di emendamenti. Intanto si sono concluse oggi levotazioni sugli articoli. Approdato in Aula senza il relatore il17 settembre il ddl ha superato indenne decine di votazioni ascrutinio segreto anche se in alcuni casi, come oggi quando lamaggioranza è scesa fino a 142 voti, molto al di sotto dellamaggioranza assoluta, il supporto del gruppo di Verdini si èdimostrato molto utile anche se non determinante visto chedall’altra parte le opposizioni divise non sono riuscite arappresentare un vero pericolo. L’intesa raggiunta nel Pd sualcune modifiche, tra le quali quella approvata oggi chestabilisce tempi certi per la legge elettorale per il nuovoSenato, ha assicurato infatti alla maggioranza di poter andareavanti anche da sola. Ecco perchè il premier-segretario, che inalcune fasi particolarmemte delicate non ha fatto mancare il suointervento diretto oggi può dire: “Dicevano ‘Le riforme sifermeranno, il Governo non ha i numeri’. Visto come è andata?”.

La riforma poi dovrà tornare alla Camera per ottenere l’ok alle modifiche introdotte a Palazzo Madama ma solo su cinque articoli. E concluse le due votazione in entrambe le Camere, a non meno di tre mesi dal voto di martedì prossimo come previsto dalla Costituzione, il ddl sarà sottoposto al referendum confermativo presumibilmente nell’autunno del 2016.

La partita ora si sposta sulla legge ordinaria per eleggere i nuovi senatori-consiglieri già foriera di possibili divergenze dentro il Pd, la minoranza sta già ragionando sulle possibili varianti e insisterà perchè ci siano le preferenze o i collegi.Gli occhi sono puntati ovviamente sulle prime grandi regioni che andranno al voto Sicilia, Lazio e Lombardia. Le più piccole infatti eleggeranno al massimo due senatori di cui uno sarà un sindaco.

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