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Mercoledì 7 ottobre 2015 - 20:45

Renzi stringe tempi su unioni civili, Ncd dice no e M5s sì

Nuovo testo da domani in commissione e prossima settimana in aula Senato. Lupi: è inaccettabile
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Roma, 7 ott. (askanews) – Un Cirinnà bis per portare la leggesulle unioni civili in aula al Senato subito dopo l’approvazione delle riforme. La maggioranza accelera sulla legge che più volte il premier Matteo Renzi ha assicurato l’Italia avrà entro l’anno.Il ddl dovrebbe approdare in aula senza il relatore, essere incardinato “entro il 15 ottobre”, secondo l’auspicio di alcuni senatori dem, e poi essere discusso dopo l’intoccabile sessione di bilancio. Ma anche il nuovo testo non convince Area popolare e qualche maldipancia si registra pure tra i cattolici del Pd che apprezzano le modifiche della nuova versione ma rilevano anche il persistere di criticità come la stepchild adoption che “non ci convince”.

Maurizio Lupi, capogruppo Ap alla Camera, parla di una “inaccettabile forzatura”, il senatore Roberto Formigoni chiede a Renzi di fermare quella che è “una provocazione”, mentre il senatore Maurizio Sacconi osserva che “le modifiche non sono state oggetto di alcun negoziato con Ncd”. Torna in ballo dunque il rapporto tra l’azionista di maggioranza del governo, il Pd, e l’alleato Ncd, sempre più a disagio su alcuni temi. Mentre Lupi, infatti, accusa l’intenzione di “ottenere una legge purchessia con maggioranze spurie” l’idea dei dem è proprio quella di cercare sul testo una maggioranza ampia che vada non solo oltre il perimentro dei partiti che sostengono il governo ma anche nonostante le perplessità di alcuni di essi. Ovvero come dice apertis verbis il sottosegretario Benedetto Della Vedova: non si subordinerà l’approvazione della legge all’esistenza di un accordo tra le forze politiche di maggioranza. La legge sulle coppie di fatto, del resto, potrebbe avere in Senato anche altri voti a cominciare da quelli del Movimento cinque stelle – i cui senatori si sono già detti pronti a sostenerla “se rispetterà le richieste dei cittadini” – a quelli di Gal, degli ex M5S, di Sel, dei Verdi.

Il nuovo testo, frutto di ritocchi che tengono conto secondo i dem della discussione che si è svolta finora, potrà essere adottato come testo base per l’esame dell’aula. Nel Cirinnà bis scompare il registro ad hoc per le coppie di fatto che saranno iscritte nell’archivio dello stato civile e viene soppresso ogni rimando agli articoli del codice civile che regolano il matrimonio. Anche se diritti e doveri restano gli stessi. Ci sarà, spiega la stessa senatrice dem Monica Cirinnà, “il riconoscimento pieno delle coppie composte da persone dello stesso sesso, questo avverrà attraverso un nuovo istituto giuridico di diritto pubblico, denominato Unione civile”. “Come ripeto da mesi, nessun passo indietro sul riconoscimento dei diritti sociali – sottolinea la Cirinnà -. Stepchild adoption (estensione della responsabilità genitoriale sul figlio del partner) e reversibilità della pensione restano previsti, così com’erano”. E proprio qui sta il punto.

Per il coordinatore nazionale di Ncd Gaetano Quagliariello “il nuovo testo non cambia sostanzialmente nulla rispetto a omologazione matrimoniale, scardinamento della genitorialità e legittimazione dell’utero in affitto, e rappresenta invece lo strumento per una forzatura parlamentare che aggiungerebbe dissensi di metodo ai dissensi di merito che restano intatti”.Quindi? “Comportarsi di conseguenza” e non votare la legge. Una scelta che potrebbe dare anche un altro segnale, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, e con il centrodestra che è un cantiere aperto.

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