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Sabato 3 ottobre 2015 - 15:35

Ok ad articolo 2 di riforma Senato, maggioranza tiene ma si riduce

Via libera dell'aula con 160 sì, mancano i voti di 3 dem e 7 Ap
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Roma, 3 ott. (askanews) – L’accordo di maggioranza sulla riforma del Senato supera la prova del voto: l’aula di palazzo Madama ha approvato l’articolo 2 del ddl Boschi anche se con solo 160 consensi, un voto in meno rispetto alla maggioranza assoluta. In precedenza, in mattinata, sull’emendamento Finocchiaro che riguarda l’elettività dei nuovi senatori i voti a favore erano stati 169. Ancora qualcuno in meno rispetto a ieri, quando sulla maggior parte degli emendamenti si erano superati i 170 voti.

Nel voto finale sull’articolo (uno di quelli centrali, che riguarda la composizione e l’elezione della nuova Camera) sono mancati i voti di Corradino Mineo e di Walter Tocci, della minoranza Dem, di Felice Casson (astenuto) e di quattro assenti “giustificati” del Pd. A favore ha votato anche Denis Verdini, mentre per Ala in aula non era presente il capogruppo Lucio Barani, dopo la bagarre di ieri. Assenti anche sette senatori di Area popolare.

La norma approvata prevede che il futuro Senato sia composto da 100 senatori, 95 eletti dagli organi territoriali e cinque di nomina del presidente della Repubblica. Frutto dell’accordo con la minoranza dem sull’elettività dei nuovi senatori è il passaggio del nuovo articolo che recita: “La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto comma. Con legge approvata da entrambe le Camere sono regolate le modalità di attribuzione dei seggi e di elezione dei membri del Senato della Repubblica tra i consiglieri”.

Esulta la maggioranza: “Mettiamo il secondo pilone del nuovo Senato”, ha commentato Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali. “Con l’approvazione a larghissima maggioranza degli articoli 1 e 2, la riforma costituzionale ha fatto un grande passo avanti. Dopo questo primo rilevantissimo passaggio parlamentare possiamo dire che il Senato approverà l’intero provvedimento entro il 13 ottobre”, ha aggiunto il capogruppo Pd, Luigi Zanda. Mentre Renato Schifani sottolinea “l’unità e la compattezza del gruppo di Area popolare”.

Le opposizioni, però, vanno all’attacco. Per il capogruppo di Forza Italia Paolo Romani “questo governo non ha la maggioranza. L’articolo 2, architrave del ddl Boschi, che introduce il meccanismo di nomina ed elezione dei senatori in modo confuso e pasticciato, è stato approvato con 160 voti e con il contributo determinante di 9 voti dei verdiniani. Su un passaggio fondamentale del percorso di riforma costituzionale la maggioranza può contare soltanto su 151 voti espressione della maggioranza di governo. Un risultato che nel passato ha obbligato il governo in carica a recarsi al Quirinale”. Durissimo il Movimento 5 stelle che con Gianluca Castaldi parla di “dittatura sudamericana” e di “funerale della democrazia”.

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