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Sabato 3 ottobre 2015 - 21:46

Maggioranza si riduce ma tiene su riforme. Lega: ora battaglia

Lunedì riprende seduta aula Senato. Calderoli: governo risponda
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Roma, 3 ott. (askanews) – La maggioranza porta a casa l’articolo 2 del ddl Boschi sulla composizione e l’elezione del nuovo Senato ma il suo perimetro si riduce. L’aula di Palazzo Madama approva, infatti, il secondo articolo del progetto di riforma costituzionale con ‘solo’ 160 consensi, un voto in meno rispetto alla maggioranza assoluta.

Sono mancati i voti di Corradino Mineo e di Walter Tocci, esponenti della minoranza Dem, di Felice Casson che, come aveva fatto sul primo articolo, si è astenuto e di quattro assenti “giustificati” del Pd. Stabile il sostegno dei verdiniani mentre per Ala non era presente, dopo la polemica di ieri con la senatrice cinquestelle Barbara Lezzi, il capogruppo Lucio Barani. Assenti anche sette senatori di Area popolare ma in serata il capogruppo Renato Schifani ha specificato che si è trattato di assenze “giustificate”.

“Smentisco nella maniera più categorica l’assunto puramente fantasioso” che Ncd abbia voluto dare un segnale per il voto finale sulle riforme, ha detto Schifani, “perchè trattasi di assenze già annunciate o giustificate, di colleghi che si sono sempre distinti in questi giorni per la loro presenza e condivisione al progetto di riforma con i loro voti palesi”.

Lunedì alle 15, intanto, riprendono i lavori nell’aula di Palazzo Madama con un calendario serrato e una data già stabilita dalla conferenza dei capigruppo per il voto finale: il 13 ottobre. Ma, dopo che il “canguro” ha permesso nei giorni scorsi di spazzare via la maggior parte degli emendamenti già al primo articolo, la Lega Nord promette battaglia. Il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, è convinto che il bello debba ancora venire perchè “finora abbiamo scherzato ma la partita è appena cominciata”. Calderoli attende dall’esecutivo “risposte” sulle funzioni del Senato, delle Regioni e sull’autonomia finanziaria degli enti territoriali. Se prima della seduta di lunedì il governo non batterà un colpo “inizierà la vera opposizione” con “l’innovativa regola del gambero”, annuncia l’esponente del Carroccio.

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