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Sabato 26 settembre 2015 - 15:33

M5s su blog Grillo:riforma Renzi deforma gravemente Costituzione

E' inutile e dannosa, al Senato un passo verso demolizione Carta
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Roma, 26 set. (askanews) – “Un altro passo verso la demolizione della Costituzione è stato fatto al Senato”. Lo scrive il blog di Beppe Grillo in un post firmato dal gruppo M5s al Senato che denuncia come il ddl Boschi del Governo Renzi di riforma della Costituzione dalla prossima settimana al voto dell’aula di palazzo Madama rappresenti “una riforma inutile, dannosa che sottrae potere al Popolo e modifica i principi stessi ai quali è ispirata la Costituzione, gravemente deformata”.

Ovvero, scrivono ancora i parlamentari M5s sul blog di Grillo, “una riforma dannosa e pericolosa per gli equilibri istituzionali portata avanti in un clima di divisioni e lacerazioni politiche evidenti e da un presidente del Consiglio salito al potere senza alcun mandato dal popolo”.

“Il futuro – si legge- non sarà più come prima. Avremo un Parlamento (tra Camera e Senato e per effetto della legge elettorale – Italicum) che per l’80% sarà costituito da gente nominata direttamente dai partiti. Una sproporzione del numero dei deputati rispetto a quello dei senatori con conseguente concentrazione di poteri in favore della Camera dei deputati, senza adeguati contrappesi politici e controlli. La funzione legislativa sarà concentrata nelle mani di un’unica persona, il Presidente del consiglio”. Inoltre, “la sovranità popolare verrà fortemente ridotta e limitata, posto che i cittadini non potranno più scegliere direttamente (attraverso il mandato diretto) i propri rappresentanti politici. Ciò nonostante il nuovo Senato avrà, comunque, una rilevante funzione legislativa ordinaria, in materia di revisione costituzionale, per esempio, o di legislazione elettorale”.

Una “funzione svilita dal rapporto di forza tra il futuro Senato (100) e la Camera (630) e dalla dipendenza dei nuovi senatori al partito politico che siederà in Parlamento” e dunque “solo formale e non sostanziale”. Che “soprattutto non verrà più esercitata dal popolo, attraverso la scelta diretta dei propri rappresentanti politici”.

(segue)

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