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Sabato 26 settembre 2015 - 20:05

Berlusconi saluta “mestieranti” usciti da Fi. E frena primarie

Salvini sa parlare a pancia gente ma non vedo ancora un nuovo leader per il centrodestra
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Roma, 26 set. (askanews) – Un rientro atteso, ma senza le scintille che qualcuno si aspettava. Silvio Berlusconi, nonostante fosse indeciso fino all’ultimo momento, alla fine decide di partecipare ad Atreju, evento organizzato da Giorgia Meloni. “Lo avevo promesso”, dice, aggiungendo di non avere poi molta voglia di parlare di politica. Ma l’ex premier, intervistato per oltre un’ora, non può certo esimersi dall’intervenire su quello che sta avvenendo in Senato. E il suo tono, verso chi è andato via, è a metà tra lo sprezzante e l’indifferente. “Deo gratias, sono scesi da Forza Italia dei mestieranti della politica che la hanno usata come un taxi”.Insomma, mentre i gruppi sono in subbuglio, lui dice sostanzialmente ‘ne faremo serenamente a meno’.

Berlusconi cerca di cancellare anche le tentazioni, che in qualcuno del partito si erano affacciate in queste ore, di risalire sul carro delle riforme. “Sono un pasticcio” e il combinato disposto con la legge elettorale può portare a una “deriva autoritaria”.

Parla anche del centrodestra e di certo non sembra pronto a incoronare Matteo Salvini come prossimo leader. Anzi, se gli si chiede se ne vede uno in giro, risponde scherzando: “A volte, quando mi vedo allo specchio”. Poi aggiunge: “I leader prima o poi vengono fuori. Renzi è sbucato all’improvviso da sotto un tavolo”. Al leader della Lega un merito però lo riconosce.”Chapeau per il modo con cui sa parlare alla pancia della gente.E’ molto utile – dice – per il centrodestra”.

Per l’ennesima volta, però, Berlusconi frena sulle primarie.”Sono uno strumento accoglibile, plausibile se non c’è un leader carismatico e se ci sono solo seconde file”, dice. Nonostante la padrona di casa, e quindi la platea, sia assolutamente favorevole.

Ma la fissazione dell’ex premier resta sempre la sua vicenda giudiziaria. Esordisce Parlando dei 4 golpe subiti e ripercorre ciò che è successo nel 2011, quando lasciò la guida del governo a favore di Mario Monti. In quell’occasione, dice, tutto avvenne “sotto la regia del presidente Napolitano”.

“Io – insiste – non vorrei tornare a parlare di politica, oggi sono qui perché ho fatto una promessa ma voglio e devo ritornare a battermi per la democrazia solo quando sarà restituito al pieno splendore dell’innocenza dalla Corte di Strasburgo”.

Bac

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