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Venerdì 25 settembre 2015 - 16:18

Le tre cose da sapere sulla legge per il Senato elettivo

Sarà operativa solo dopo il referendum confermativo del 2016
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Roma, 25 set. (askanews) – L’intesa tra Matteo Renzi e la minoranza del Pd porterà ad una modifica della riforma costituzionale per sancire il principio della elettività dei futuri senatori-consiglieri regionali. Ma la Costituzione rinvia poi ad una legge ordinaria la modalità di questa elezione.

NORMA TRANSITORIA – Innanzitutto l’elezione diretta non partirà subito, ossia non dal primo rinnovo del Senato. Se le Camere si scioglieranno a scadenza naturale della legislatura nel 2018, infatti, nel testo del Ddl Boschi c’è una norma transitoria che stabilisce il sistema elettorale di secondo grado. Il motivo è semplice: poichè per l’entrata in vigore della riforma costituzionale bisognerà attendere il referendum (che dovrebbe tenersi nel 2016) occorre garantire comunque un sistema elettorale per il rinnovo del Senato. In futuro quindi, essendo il Senato composto da consiglieri regionali il suo ricambio avverrà in base alle elezioni regionali che non avvengono simultaneamente;

SISTEMI ELETTORALI – Il nuovo Senato sarà composto da 95 senatori (5 sono nominati al Capo dello Stato) quelli da eleggere sono 74 perchè gli altri 21 saranno sindaci. Le ipotesi di sistemi elettorali sono tre: un listino bloccato che viene presentato alle elezioni regionali accanto a quello in cui gli elettori sceglieranno i membri del consiglio regionale. Oppure un listino ma con le preferenze in modo che gli elettori possano scegliere il nome del candidato che vogliono mandare al Senato. Infine, ma questa è l’ipotesi più difficile da realizzare, seppure caldeggiata dalla minoranza dem, l’ipotesi dei collegi, che però dovrebbero tener conto del principio di rappresentanza proporzionale.

LEGGE A MAGLIE LARGHE – la nuova legge per i senatori dovrà comunque essere piuttosto elastica per tener conto dei sistemi istituzionali ed elettorali diversi nelle diverse regioni, basti pensare a quelle Autonome e alle Province Autonome di Trento e Bolzano. Inoltre bisognerà tener conto delle differenze numeriche: ci sono regioni (come la Basilicata, le Marche, l’Umbria) che eleggono un solo senatore e questo non esclude che possa essere il presidente della Regione o il presidente della Giunta regionale.

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