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Mercoledì 23 settembre 2015 - 19:07

Renzi: su crisi rifugiati eravamo soli, ora l’Europa è con noi

"Di fatto si va verso il superamento di Dublino"
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Bruxelles, 23 set. (askanews) – Sulla crisi dei rifugiati l’Italia, che all’inizio era isolata, ha avuto ragione, e ha convinto l’Europa ad assumere le sue stesse posizioni. Lo ha detto il premier, Matteo Renzi, parlando alla stampa al suo arrivo al Consiglio europeo straordinario dedicato all’emergenza migranti, che si tiene stasera a Bruxelles.

“Sulle cose che avevamo detto ad aprile eravamo soli, a giugno un po’ meno soli ma in minoranza, ma adesso quelle cose sono diventate patrimonio condiviso dall’Unione europea, anche se a maggioranza”, ha detto Renzi, in riferimento alla decisione di ieri del Consiglio dei ministri dell’Interno dell’Ue, che ha accettato di “ricollocare” negli altri Stati membri 120.000 rifugiati giunti in Italia e in Grecia. “Siamo tra i pochi che non fanno la fatica di dover cambiare idea”, ha aggiunto il premier.

L’importanza della decisione di ieri, comunque, non sta tanto nelle cifre, ma nel fatto che si è finalmente messo in crisi il sistema di Dublino, ha continuato Renzi, rispondendo a chi chiedeva se basti ricollocare 120.000 rifugiati, quando ne stanno arrivando molti di più. “La realtà dei fatti è molto più forte dei documenti di Bruxelles… Di fatto si va verso il superamento di Dublino”, ovvero del regolamento per cui dei richiedenti asilo deve farsi carico solo il paese di primo arrivo dei rifugiati nell’Ue. Un regolamento che praticamente stabiliva che “la politica dell’immigrazione deveva gestirsela ciascuno Stato membro da solo” e “che era stato firmato, sbagliando, anche da un altro governo italiano”, ha ricordato, il premier.

Oggi, invece, si va verso “una gestione unitaria Ue della politica di accoglienza, dei rimpatri e delle ‘relocation’, una gestione comune e condivisa degli aiuti allo sviluppo e della politica estera europea”. Anche perché, ha osservato Renzi, “se siamo in questa situazione è perché si sono fatte scelte di politica estera discutibili tanto in Siria quanto in Libia”.

Il premier ha poi confermato che, per l’Italia, i cosiddetti “hotspot” – ovvero i centri per l’identificazione e registrazione (con le impronte digitali) dei migranti, che dovranno operare la prima selezione fra i richiedenti asilo e i “migranti economici” – entreranno pienamente in funzione “di pari passo con i rimpatri (degli stessi migranti economici, ndr) e con ridistribuzione dei rifugiati” negli altri paesi Ue prevista dalla decisione di ieri sulla “relocation”.

“Bisogna ragionare in modo diverso in partenza”, ha sottolineato ancora Renzi, riconoscendo però che, con la decisione sulla “relocation”, oggi “un passettino in avanti si è fatto”. E “per tutti quelli che dicevano che il problema era solo italiano, oggi la risposta mi sembra evidente: non è più così”, ha concluso.

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