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Martedì 22 settembre 2015 - 08:56

Riforme, Bersani: così torna metodo Mattarella, Verdini non serve

"Non ancora tutto a posto ma è un bel passo avanti"
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Roma, 22 set. (askanews) – “Se la proposta di Renzi è quella che ho capito io, per cui il popolo sceglie i senatori e i consiglieri regionali ratificano, allora sì, questo può essere il ritorno del metodo Mattarella” con un Pd unito “senza bisogno di Verdini”. A dirlo è Pierluigi Bersani in una intervista a “La Repubblica” dopo la direzione del Pd.

“Diciamo – afferma l’ex segretario – che cosí facciamo una bella e importante riduzione del danno, perchè aumentiamo l’importanza del ruolo di garanzia del Senato e ridiamo lo scettro della scelta dei senatori al popolo. Non è ancora proprio tutto a posto, ma abbiamo fatto un bel passo avanti. E non c’è più bisogno di Verdini”. Per Bersani “è venuta fuori un’apertura significativa, perchè si accetta l’idea che saranno gli elettori a scegliere i senatori. Forse con una procedura un po’ bizantina, ma va bene. Resta un po’ di amarezza perchè ci siamo arrivati dopo mesi in cui io e Renzi ci siamo parlati solo sui giornali”. Bersani, che non ha partecipato alla direzione perchè impegnato alla festa de l’Unità di Modena, spiega che la minoranza non ha votato “perchè bisogna avere anche un po’ di pudore. Forse sarà un pò demodé, ma quando si tratta di dare indicazioni, come partito, su temi costituzionali, non credo che sia il caso di esagerare: il Parlamento davanti alla Costituzione deve poter ragionare con grande libertà”. Bersani ‘difende’ anche Renzi per la polemica con Grasso (“Anche io l’ho trovato un passaggio poco felice, ma non credo volesse attaccare Grasso. Parlando a braccio può capitare di dire una cosa nella maniera sbagliata”) e parla del rapporto con il segretario/premier, con cui non è mai riuscito a essere “amico fraterno”: “La risposta che a volte mi sono dato è che forse lui non vuole. Perchè io con tutti quelli che sono venuti dopo di me ho buoni rapporti. Il punto su cui forse non ci capiamo è che io non voglio nulla, se non il Pd come partito vero di centrosinistra. Se il Pd diventa il grande partito di centrosinistra che io sogno, allora poi io mi riposo”. Infine, sull’Italicum, l’ex segretario afferma che “se fosse possibile cambiare un po’ l’Italicum per me sarebbe una cosa buona, ma se non si può… Comunque non è oggi il tempo di aprire nuove questioni. Oggi sembra ne abbiamo risolta una”.

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