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Martedì 22 settembre 2015 - 17:45

Intercettazioni, ok aula Camera a norma salva-Iene

Passa l'emendamento Verini, M5S si astiene
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Roma, 22 set. (askanews) – Non riguarderà chi esercita il diritto di cronaca il nuovo delitto, punito con la reclusione non superiore a 4 anni, che colpisce chi diffonde il contenuto di conversazioni captate fraudolentemente per recare danno alla reputazione. Lo prevede l’emendamento a prima firma di Walter Verini (Pd) alla riforma del processo penale approvato dall’aula della Camera. Si tratta della cosiddetta norma salva-Iene, dalla trasmissione televisiva che delle registrazioni con telecamera nascosta ha fatto il suo must. Hanno votato a favore Pd, Ncd, Fi. M5S e Sel si sono astenuti.

Il testo quindi stabilisce che il governo, attuando la delega, preveda “che costituisca delitto, punibile con la reclusione non superiore a quattro anni, la diffusione, al solo fine di recare danno alla reputazione o all’immagine altrui, di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte in sua presenza ed effettuate fraudolentemente. La punibilità è esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzate nell’ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l’esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca”.

Ai cinque stelle che hanno contestato come questa norma intimorisca i cittadini che vogliono denuciare, attraverso registrazioni nascoste, reati, Donatella Ferranti (Pd), presidente della commissione Giustizia, ha spiegato che la pena riguarda “solo chi registra per recare danno alla reputazione e non un cittadino che voglia denunciare ad esempio un usuraio”.

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