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Giovedì 17 settembre 2015 - 18:40

Ok primo voto Senato su riforme Renzi, riflettori su emendamenti

171 i no alle pregiudiziali. Entro mercoledì il milione di modifiche promesse da Calderoli
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Roma, 17 set. (askanews) – La maggioranza supera indenne e anzi ottiene anche un ampio margine di voti in Senato sulla prima votazione alla riforma costituzionale quella che ha bocciato le pregiudiziali presentate dalle opposizioni. Oggi lo scarto è stato di ben 93 voti, con 171 no, 8 astenuti (che valgono come voti contrari) e 88 sì. Numeri che tranquillizzano il Pd anche se comprendono quelli della minoranza che potrebbero mancare più avanti sulle votazioni più delicate. Ad ingrossare le fila della coalizione che sostiene Renzi si aggiunge ufficialmente il gruppo dei verdiniani che si dice “pronto a entrare nella maggioranza e magari anche al governo”.

Mentre prosegue il dibattito in Aula, che continuerà anche domani, l’attenzione si sposta ora sugli emendamenti che dovranno essere presentati entro mercoledì mattina alle 9. Roberto Calderoli, il più temibile produttore di proposte di modifica per ora tiene le carte coperte ma nei giorni scorsi aveva minacciato diversi “milioni” di emendamenti per l’Aula. Mentre gli altri gruppi di opposizione come Fi e M5s potrebbero limitarsi a ripresentare emendamenti in numero limitato e nel merito. La minoranza ha ribadito che ripresenterà i suoi 17, numero più numero meno, compreso quello che prevede il Senato elettivo modificando l’articolo 2.

Anche la maggioranza presenterà i suoi emendamenti, fermo restando la volontà di non riaprire l’articolo 2, e molto probabilmente ci sarà anche quello che conteneva la mediazione proposta alla minoranza dem sul listino per eleggere i senatori.In ogni caso il Pd ha sempre la possibilità di presentarne anche dopo la scadenza del termine tramite la presidente della Prima commissione Anna Finocchiaro.

A pesare sull’andamento del dibattito e dello scontro sarà ovviamente la decisione che prenderà il Presidente Pietro Grasso sull’ammissbilità degli emendamenti. A Palazzo Madama in molti sono convinti che Grasso si prenderà tutto il tempo necessario e dunque non si pronucerà prima della fine della prossima settimana se non addirittura la successiva, tutto dipende ovviamente della mole di emendamenti che verranno presentati e che dovranno prima essere protocollati dai funzionari del Senato. Viene ricordato infatti che secondo il regolamento del Senato il Presidente prima di esprimersi sugli emendamenti deve averli letti e il suo giudizio su improponibilità e inammissibilità è “inappellabile”.

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